A TU PER TU CON LA BIODIVERSITÀ
Nel territorio di Pesaro-Urbino,
nell’area DOP Cartoceto, la varietà
prevalente è la Raggiola, genetica-
mente simile al Frantoio; l’olio è ca-
ratterizzato dal profumo di mandor-
la fresca, unito a toni erbacei.
Molto simile è l’olio di Raggia, defini-
ta “Mandolina” per il netto sentore di
mandorla verde, diffusa soprattutto
nella provincia di Ancona, anch’es-
sa geneticamente simile al Franto-
io; piantoni secolari di Rosciola Colli
Esini inoltre colorano in autunno la
Vallesina del rosa caratteristico delle
olive piccole e tondeggianti.
All’interno della provincia di Mace-
rata il territorio è caratterizzato da
un clima severo, freddo in inverno
per la vicinanza all’Appennino, e da
terreni spesso difficili, poco fertili e
scoscesi.
La varietà Coroncina è presente nel-
la zona del lago di Caccamo, con il
suo olio dal fruttato erbaceo e sento-
re di carciofo, particolarmente ama-
ro e piccante in quanto molto ricco
in sostanze fenoliche.
I vecchi piantoni di Mignola dall’a-
spetto monumentale tappezzano
le colline del territorio di Cingoli e
scendono giù fino al mare, lungo la
Vallesina; la sua diffusione nel terri-
toriomarchigiano è dovuta alla buo-
na produttività e alla notevole resa,
nonostante le piccole dimensioni del
frutto, oltre che alla bassa sensibilità
alla mosca dell’olivo.
La varietà Orbetana, nell’area del
Monte San Vicino, nonostante la bas-
sa produttività, assume un ruolo im-
portante per la valenza storica, pae-
saggistica e soprattutto agronomica
per la tolleranza al freddo, così come
la Nostrale di Rigali tipica dell’Ap-
pennino umbro-marchigiano.
Il Piantone di Mogliano, dalle piante
piccole ma estremamente produtti-
ve, tappezza invece le colline di tut-
ta la provincia di Macerata, fino ad
arrivare alle aree più interne, con il
frutto particolare, a forma di limone.
Nella provincia di Fermo, l’area del
“
Falerio Picenus
” vede la presenza
del Piantone di Falerone; il Sargano
di Fermo caratterizza invece il lito-
rale fermano con le sue piante mo-
numentali, di elevata vigoria, a frut-
ti molto piccoli.
Ad Ascoli Piceno impera la regina
delle olive damensa, l’Ascolana tene-
ra, storicamente accompagnata dalla
Lea; ampia diffusione la Carboncel-
la, con piante poco vigorose, il frut-
to piccolo e tondeggiante; presen-
ti in maniera sporadica anche Neb-
bia del Menocchia e Sargano di San
Benedetto.
Frutto di varietà Ascolana tenera
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