Sommeliers Magazine Marche n. 20 - page 6

Lei è un medico e sommelier? Questa è la frase che gene-
ralmente mi viene rivolta quando mi trovo in un consesso di
persone. Si, rispondo in tono scherzoso, mi è capitato pure
questo. Ed ecco che scatta puntuale la domanda. Senta
sono uno sportivo e qualche bicchiere lo bevo sia a pranzo
che a cena. Ma, mi dica francamente, il vino per uno come
me può essere di aiuto, oppure? Ed in che misura, secondo
lei, considerato che è anche medico, è giustificato berne?
Mi limito a guardalo ed a rispondere in maniera cortese ma
decisa con un: forse è meglio che non lo beva affatto.
Il mio atteggiamento negativo nei confronti dell’alcool po-
trebbe sembrare frutto di partito preso. No, non è così. È
solo la conoscenza delle caratteristiche organolettiche che
mi permette di parlare con serenità di questo prodotto
dandogli i meriti ed i demeriti che gli competono. A questo
proposito, ho dato ampi resoconti, nei numeri precedenti
della nostra rivista. Ripetermi pertanto sarebbe pleonastico
anche se un piccolo ampliamento, che giustifichi la mia pre-
sa di posizione, penso che debba adottarlo.
Negare le virtù benefiche del vino, conoscendo le proprietà
dei suoi costituenti quali polifenoli, ed antiossidanti sembre-
rebbe proprio fuori posto. Sappiamo bene però che l’effica-
cia di tali composti, il resveratrolo per es. a cui si riconosce
una attività antiossidante, è strettamente legata ad una
precisa quantità raggiungibile soltanto con così ragguarde-
voli misure di vino da ricaverne infine più svantaggi, relati-
vi all’alcool etilico, che vantaggi relativi agli antiossidanti.
Quindi vi lascio riflettere.
Che poi un buon bicchiere di vino ci procuri un certo piace-
re, e questa è una componente benefica, quando sapiente-
mente scelto accompagna un buon piatto e ci fa
socializzare con una allegra brigata, bè, allora
siamo su un altro versante. Mi duole dirlo ma
anche in piccole quantità il vino, purtroppo,
non giova alla salute e se non è proprio la
bevanda ideale in senso generale non lo
sarà, a maggior ragione, per
uno sportivo professionista o dilettante. Una chance però
gliela possiamo riconoscere promuovendolo al ruolo di va-
sodilatatore sul sistema cardio vascolare senza nasconderci
però che questa piccola azione viene profumatamente pa-
gata dal nostro fegato, filtro naturale per il suo smaltimento.
Per onor di cronaca è giusto riferire il pensiero di quelli che
prima di me hanno affrontato il problema. Leggiamo insie-
me. “Il consumo di alcolici e, nel caso specifico di vino, da
parte di chi pratica abitualmente attività sportive è sempre
stato un argomento controverso e complesso. Attualmente
il pensiero sembra propendere verso la possibilità di un con-
sumo moderato. Citando le affermazioni di alcuni medici
sportivi e ricercatori: ...l’importanza del consumo moderato
di vino da parte degli atleti intensamente sottoposti ad affa-
ticamento e stress è confermata dalle proprietà sedative ed
euforizzanti che contribuiscono il mantenimento della forza
psicofisica. L’azione protettiva del sistema cardiovascolare di
un consumo moderato di vino è pari a quella di un moderato
esercizio fisico.” (M. R. De Jaham e J. Bordelais)
Commento: non si parla di quantità, quindi siamo nell’am-
biguità. Rimango anche perplesso sull’azione sedativa ed
euforizzante non ottenibile certamente con un bicchiere.
Si afferma anche che un consumo moderato di vino asso-
ciato ad un esercizio fisico costante aiuti l’eliminazione di
colesterolo dal sangue. E questo potrebbe essere un dato
positivo solo che è molto opinabile perchè il resveratrolo, il
componente in causa, per essere efficace deve essere, come
detto, ben quantificato e disponibile, cosa questa impossi-
bile attenendosi alle dosi consigliate.
Ma vediamo da vicino il nostro nemico alcool che oltre ad
essere il più rappresentato è quello che ci procura i maggiori
dispiaceri. Potrebbe essere allettante il suo elevato valore
energetico, 7 kcal per gr. Ma non lasciamoci ingannare
perché non intervenendo nella creazione dell’energia neces-
saria alle attività fisiche non può essere considerato un nu-
triente riservandosi tale funzione ai carboidrati semplici, in
primo luogo, ed ai carboidrati complessi ed ai lipidi succes-
sivamente. Quindi sotto questo profilo va scartato. Ma c’è di
più perché l’alto contenuto calorico dell’alcol, che potrebbe
sembrare un dato positivo è in realtà un aspetto negativo
alterando gran parte delle reazioni metaboliche.
È chiaro che i suoi effetti sono dose dipendenti e se piccole
quantità (30-40 grammi al giorno per gli uomini e 20-30 g/
die per le donne) sono tutto sommato tollerabili, dosi elevate
possono compromettere seriamente la salute in genere e la
performance sportiva in particolare. C’è da dire che la dose
tossica di etanolo dipende da individuo a individuo, è lega-
ta all’età, al sesso, alla popolazione, all’alimentazione, alle
malattie, all’assuefazione, al tipo di vita etc. Ma oraper
un maggiore approfondimento seguiamo da vi-
cino il destino del nostro alcool. Il suo metabo-
lismo comincia già nello stomaco ma è il fega-
to che se ne assume la massima responsabilità
con una serie di reazioni il cui scopo finale è la
demolizione. Il tasso di conversione dell’etanolo
a livello epatico è fisso (circa 8 g o 10 ml all’ora
per un uomo di 70 kg). Uno dei primi effetti della
tossicità sul fegato, anche per modeste quantità, è
VINO & SPORT:
AMICI O... NEMICI?
Prof. Corrado Sciarretta
Medico, Sommelier
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