pura. L’avvicinarsi del termine del regime transito-
rio, attualmente in vigore, sta suscitando, ça va sans
dire, numerosi dibattiti tra chi vede nella flessibilità
della Riforma una minaccia e chi, invece, accoglie
con favore le novità introdotte.
Lo scorso 15 aprile le principali associazioni del
mondo enoico europeo (per l’Italia FederVini ed
Unione Italiana Vini) hanno sottoscritto una lettera
aperta all’attuale Commissario UE all’Agricoltura,
il romeno Dacian Cioloş, nonché ai singoli Governi
Europei, per difendere i contenuti della Riforma,
denunciando il tentativo da parte di alcuni Stati di
ritornare ad un regime maggiormente restrittivo,
volto a tutelare gli interessi di pochi.
“La paura, l’egoismo e il protezionismo – si legge nel-
la lettera – non saranno di alcun aiuto per il futuro
del nostro settore vitivinicolo in Europa. Potrà, sem-
mai, solo ostacolare lo sviluppo di uno dei più pre-
ziosi settori dell’agricoltura europea, nonché prima
voce dell’export agricolo della UE. Invitiamo quin-
di i nostri Governi, così come i nostri colleghi sta-
keholder del settore vitivinicolo, a ritrovare le giuste
ambizioni per far tornare a crescere i nostri vigneti,
insieme, per garantire un futuro al nostro settore e
alle nostre regioni produttrici. (…) In conclusione –
chiedono ancora i firmatari della lettera aperta – il
nuovo sistema di autorizzazioni, deve rimanere
semplice e flessibile per permettere all’OCM di rag-
giungere l’obiettivo fondamentale di un aumento
della competitività del settore vitivinicolo dell’Unio-
ne Europea, che permetta al comparto di non perde-
re quote importanti nel mercato mondiale”.
Contrariamente, le parti non favorevoli alla Rifor-
ma temono la delocalizzazione produttiva verso
zone con costi di produzione più bassi, a discapito
delle aree colturali vocazionali, con la conseguen-
te, inevitabile, distruzione del capitale ambientale,
paesaggistico, storico e culturale delle regioni viti-
vinicole europee. Per l’appunto, uno studio dell’A-
REV (Assemblée des Régions Européennes Viti-
coles) sugli impatti socio-economici e territoriali
dei diritti di impianto dimostra come l’assenza di
regolazione di tali diritti nei Paesi terzi non abbia
evitato loro squilibri all’interno del mercato stes-
so; contrariamente, in Europa, tale strumento ha
permesso la creazione di nuove superfici vitate solo
nelle aree in cui gli sbocchi commerciali ne chie-
devano la crescita. Spetta, dunque, all’Europa (ed
all’attuale Commissario UE all’Agricoltura) garan-
tire al mondo del vino che la Riforma non si tradur-
rà in un mero
laissez-faire
,
laissez-passer
, e fungerà
piuttosto da stimolo all’intero settore.
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FRA
ITA
SPA
CHI
AUS
USA
ARG
NZ
SAF
Valore delle esportazioni di vino (2013)
2005
Mld
€
2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013
Elaborazione su dati
dell’Agenzia delle Dogane
Paolo Grassini, Delegato AIS
di Jesi e Castelli
Compie 10 anni la DOCG Conero Riserva, la pri-
ma della provincia di Ancona, riconosciuta nel
2004 e celebrata a Jesi con una grande verticale
presso l’Enoteca Regionale, curata da AIS Marche,
delegazione di Jesi e Castelli, con la collaborazione
dell’Istituto Marchigiano di Tutela Vini.
Tredici i vini in degustazione, provenienti da al-
trettante aziende in una verticale dall’annata 2010
alla 2004 che ha fatto scoprire tutte le declinazio-
ni e la complessità di un vino che è considerato il
principe dei rossi marchigiani. Molti gli appassio-
nati, circa 50, perlopiù sommelier, hanno risposto
positivamente alla volontà
dell’AIS di continuare la sua
opera di promozione del ter-
ritorio festeggiando con inte-
resse questa ricorrenza.
A tener banco durante le de-
gustazioni si sono avvicenda-
ti Alberto Mazzoni, direttore
dell’IMT, Paolo Grassini, de-
legato AIS Jesi e Castelli e il
suo Vice, Luca Civerchia che
con maestria hanno prima spiegato le peculiarità
della DOCG specificandone i caratteri generali
fino a raccontare con passione ogni singola etichet-
ta. La verticale è inziata dal 2010 dove la recente
vendemmia rendeva il vino vivo e pieno di poten-
zialità, il colore acceso ed i profumi freschi lascia-
vano trapelare le note caratteristiche del Monte-
pulciano sul Conero.
Degustando i 2007 ed i 2006 ci si è resi conto di
come questo vino abbia insita la capicità di evol-
vere in bottiglia. Note di frutta sotto spirito, bou-
quet di fiori evoluti ed i leggeri, mai preponderanti,
sentori derivati dall’utilizzo della barrique hanno
donato a queste degustazioni il carattere che solo i
grandi rossi riescono a regalare.
Quando la verticale ha raggiunto i vini più maturi
ci siamo resi conto di come questa denominazione
dia il meglio di se dopo i lunghi affinamenti: cuoio,
cacao, note di pepe e chiodi di garofano ed al gusto
il tannino è sempre elegante e rotondo... in parole
povere un grandissimo vino. Quindi un plauso ai
produttori, a chi ha creduto e crede in questo vino
e dopo i dieci... 100 di questi anni!
G.C.
ALL’ENOTECA DI JESI LA VERTICALE DELLA DOCG
10 VENDEMMIE PER IL CONERO
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