Nonostante i lusinghieri piazzamenti della miglio-
re produzione enologica, con ben cinque medaglie
d’oro, l’anno successivo la divisione viticola del
Dipartimento agricolo fu soppressa, vanificando
ogni sforzo fino ad allora compiuto e oscurando
sul nascere l’albente caelo dell’evoluzione enoica.
Bragato, amareggiato dal disgregarsi della lungi-
mirante operazione, viziata dagli interessi di nuovi
burocrati intenzionati ad investire risorse su altri
fronti, decise di cambiare il proprio destino trasfe-
rendosi nella British Columbia, in Canada.
Dopo circa un secolo trascorso dall’Esposizione
londinese, il lavoro rimasto incompiuto di Braga-
to, fu rispolverato e nuovamente avviato da alcu-
ni vignaioli alla spasmodica ricerca della migliore
qualità da proporre ai palati internazionali, gettan-
do le basi della moderna viticoltura in Nuova Ze-
landa. In seguito ad un lascito testamentario della
tenuta di Jan Colville, nipote di Romeo e Laura
Bragato, supportato da una cospicua sovvenzione
della New Zealand Grape Growers Council Inc., fu
istituita una fondazione con il fine di promuovere
lo sviluppo della scienza enologica e della cono-
scenza delle metodiche colturali, oltre a premiare,
annualmente, con il Bragato Wine Awards e con
il Bragato Address, le produzioni più meritevoli,
nonché gli imprenditori che ricorrono all’utilizzo
delle tecnologie più innovative ed ecocompatibili;
l’opera meritoria contempla, oltre a donazioni ca-
ritatevoli, borse di studio per laureati e laureandi
esemplari nelle branche del sapere concernenti il
mondo del vino. L’attività di Romeo Bragato viene
inoltre perpetuata dal 1994 con l’organizzazione
di una Conferenza, giunta alla ventesima edizio-
ne, indetta puntualmente per illustrare gli scenari
mutevoli del comparto enologico a livello globale e
tracciare nuovi modelli di business da implemen-
tare con avanzate strategie di marketing.
Le tradizioni britanniche influenzarono anco-
ra lungamente i produttori locali, obbligandoli
a produrre vini simili al Porto, Madeira, Sherry
ricorrendo all’utilizzo delle bacche surmature di
Palomino e Moscato, mentre oggi sono le varietà
internazionali a dominare la scena nel distretto
viticolo che va dalla punta estrema del nord del
Paese fino alla regione di Central Otago, sull’Isola
del Sud, posizionata sulla cinta più meridionale del
globo, sfidando con orgoglio i gelidi venti invernali
che spirano dall’Antartide. Qui, in uno scenario
solenne, il riesling, il Pinot Grigio, lo Chardonnay,
ma anche il Sauvignon Blanc, si caricano della fre-
schezza lacustre di alta quota che viene ben fissata
da una acidità davvero vivace, ma il fiore all’oc-
chiello della regione di Central Otago è il nobile
Pinot Nero; la sua fruttuosità, la struttura tesa e la
texture setosa gli hanno conferito una eccellente
reputazione a livello globale. I terreni, ricchi di sci-
sti e di un minerale brillantissimo chiamato mica,
posano su rocce sedimentarie del mesozoico con-
tribuendo ad innalzare la straordinaria freschezza
degli aromi e la profondità delle nuance.
Quasi duemila ore di sole estivo e autunni privi di
umidità elevate permettono alla vite di prosperare
con successo attirando sempre più l’attenzione dei
produttori. Se nel 1861 furono i giacimenti auriferi
appena scoperti a calamitare popoli migranti e av-
venturieri in queste terre lontanissime dal Vecchio
Continente, oggi sono gli estimatori dell’estratto
dei piccoli frutti pruinosi di pinot noir a invadere
i ruvidi paesaggi in cerca delle note più pure, ol-
tre che nelle sub-regioni del Central Otago, nella
limitrofa Canterbury, nella valle di Waipara, nelle
regioni di Nelson e Wairarapa, attorno alla capi-
tale Wellington. Oltremodo diffuso, con eccellenti
risultati finali anche nella regione di Marlborou-
gh, patria incontrastata del profumato Sauvignon
Blanc, punta di diamante e di gran lunga porta-
bandiera della Nuova Zelanda. L’interazione fra
l’ambiente pedoclimatico della regione di Marl-
borough nell’estremità nord-orientale dell’Isola
del Sud e le caratteristiche del punteggiato vitigno
bordolese bianco esaltano ulteriormente il venta-
glio odoroso e la persistenza aromatica intensa del
torchiato enoico. L’impareggiabile spettacolo della
costa frastagliata, nel distretto di Marlborough,
sullo stretto di Cook, strizza l’occhio all’enoturista
in cerca delle singolari sensazioni olfattive e pa-
latali, sprigionate dall’estratto del celebre vitigno
bordeaux blanc di adozione neozelandese, incen-
sate in tutto il mondo per la loro originalità.
Le più celebri aziende di Blenheim, capoluogo del-
la regione di Marlborough, come l’Hunter’s della
Signora Jane Hunter, vedova del fondatore Ernie
Hunter, o la nota Cloudy Bay, in partnership con
La cantina Cloudy Bay a
Blenheim, nella regione di
Marlborough.
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