Sommeliers Magazine Marche n. 37 - page 5

Siamo arrivati a festeggiare il
cinquantesimo di questa nostra
grande Associazione con i pregi
e i difetti che ci portiamo dietro,
con tutta la nostra storia; un tra-
guardo vero, non di quelli che si
inventano la mattina quando
non si sa cosa fare, 50 anni dedi-
cati alla divulgazione della cul-
tura del vino.
Una piccola pausa, giusto il tem-
po per seguire il seminario per
degustatori svoltosi a Loreto e
rendersi conto che le potenzia-
lità dell’Associazione sono enor-
mi: il lavoro svolto in primis dal
responsabile della Didattica na-
zionale Mauro Carosso e da tut-
to il team che si è formato in
questi mesi (Mariano France-
sconi, Massimo Castellani, Ni-
cola Bonera) è stato encomiabi-
le, con l’impostazione dei nuovi
seminari si è fatto un enorme
balzo in avanti verso un futu-
ro che con queste premesse può
solo essere roseo.
La cosa che mi ha fatto oltremo-
do piacere è che non ci si limi-
ta più alla figura da Degustato-
re, ma si ricerca un Sommelier
che racconta il vino e che non
si ferma a questo, narrando sto-
rie di cantinieri, enologi, titolari
che il vino lo fanno e soprattut-
to storie di terroir (perdonatemi
ma qui ci vuole il termine fran-
cese con tutto il suo significato).
E così di colpo ci ritroviamo a
Milano in settembre per un suc-
cesso annunciato: il 49° Con-
gresso Nazionale, quest’anno un
concentrato di avvenimenti; dal
Consiglio Nazionale alla Gior-
nata dei Delegati ma in partico-
lare la presentazione della nostra
creatura nazionale: “Vitae 2016,
l’Italia del vino è un lungo viag-
gio a colori”. Dalle note del bian-
co e nero della prima edizione
ad un filo conduttore tra i colo-
ri del vino e i colori della nostra
penisola raccontati dalle opere
in olio su tela realizzate da un
artista nel suo viaggio italiano.
Un congresso intenso, emozio-
nante proprio come presagiva
il titolo “Enozioni a Milano” e
così è stato, per non parlare del-
la cornice in cui si è svolto, tra
la Diamond Tower (da brividi) e
The Mall (spazio espositivo mul-
tifunzionale).
Complimenti a Fiorenzo Detti
Presidente di AIS Lombardia, a
Hosam Eldin Delegato di Mila-
no e al presidentissimo Antonel-
lo Maietta che hanno organizza-
to tutto magnificamente, grazie
a tutti i Sommelier che si sono
alternati nei banchi di assaggio
e nelle degustazioni con profes-
sionalità e cordialità. Quando
vediamo queste cose possiamo
capire cosa intendo per “AIS nel
futuro”: le capacità dell’Associa-
zione sono tante, dobbiamo solo
mostrarle a tutti.
Un’altra riflessione degli ulti-
mi anni è che questi congressi
hanno avuto come sfondo del-
le grosse città, che naturalmente
hanno dei limiti, dei vincoli, ma
ti offrono anche opportunità e
un bacino di persone che posso-
no essere affascinate e coinvolte
dall’AIS, risultando forse la mi-
gliore collocazione possibile.
Comunque spero che il congres-
so sia distante per qualche anno
dalle Marche: potrei impazzi-
re per l’organizzazione e magari
dimagrire troppo per lo stress!
Sono stati mesi molto impegna-
tivi sia a livello nazionale che a
livello regionale, tanto abbia-
mo fatto per la nostra regione,
ma evidentemente ancora dob-
biamo impegnarci, soprattutto
perché ci sono ancora giornali-
sti che si permettono di scrivere
che NON È molto frequente tro-
vare vini di caratura nel centro
Italia, in particolare se parliamo
di Verdicchio!...
Va bene ragazzi, incassiamo
anche questo colpo, andiamo
avanti a testa alta, fieri dei no-
stri vini e nella consapevolezza
che non tutti riescono a capirli.
AIS
NEL FUTURO
Editoriale del Presidente
_ Domenico Balducci
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Fiorenzo Detti, Antonello Maietta e Hosam Eldin Abou Eleyoun alla
presentazione del 49° Congresso Nazionale dell’AIS a Milano
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