Editoriale del Direttore
_ Gualberto Compagnucci
“TO BE OR NOT TO BE ?”
Era l’amletico dubbio che nel suo
soliloquio alla base dell’indeci-
sione gli impediva di agire e va
interpretato.
Senza continuare oltre con i suoi
sentimenti e quant’altro egli reci-
ti nell’opera shakespeariana pon-
go a me stesso il dubbio: “essere o
non essere?”
Non so se essere qualcuno che
insegna da 40 anni e scrive di
tutto per saccenza e, magari
chissà, senza averci capito nulla,
oppure perché 52 anni di lavo-
ro nel mondo dell’enogastrono-
mia dall’Italia alla Scandinavia
e da questa verso Australia, Ci-
na, Giappone, Americhe, Africa
passando prima per tutta Euro-
pa, possano portarmi a credere
di poter insegnare e scrivere su
tutto ciò sia edibile, che ho visto
e toccato con mani e bocca, non-
ché il fare, senza contare poi le
migliaia di straordinari
contatti umani.
L’aver raggiunto
ancora l’iride tricolore italiano,
unico nelle Marche da 34 anni, se
può aumentare il mio conforto?
Sì, certamente altri possono ave-
re su per giù gli stessi anni di
esperienza e aver fatto diverse
cose, ma non molti hanno avuto
le stesse esperienze.
A quanto già detto aggiungo
ormai circa 3700 ore di didat-
tica svolte in Italia e in giro per
il mondo in lingua italiana e
inglese e ancora altre, pur non
essendo laureato, come docente
esterno di management alber-
ghiero e della ristorazione per
diverse Università, tra le quali la
LUISS di Roma e il CST di Peru-
gia e Assisi.
Mi viene ancora il dubbio se circa
700 articoli firmati in tanti anni
su tutto ciò sia appunto edibile ed
edonistico mi permetta di sentir-
mi un pubblicista specializzato
in
food & beverage
, cosa che sulla
mia tessera da giornalista risulta
da 18 anni, ma... chissà se posso-
no bastare, considerando che co-
munque scrivo da 30 anni?
Quattro ore ancora di stu-
dio sistematico giorna-
liero e ricerca, anche di
domenica e feste consa-
crate, chissà se possono
aiutarmi a sentirmi un
esperto del setto-
re
tout court
?
Aggiungiamo a quanto l’ingorda
alimentazione culturale attraver-
so una biblioteca di più di mille
volumi sempre aggiornata, tra
cultura generale, scienze, storia
ed enogastronomia.
Cari amici lettori da direttore e
fondatore della magazine, ma so-
prattutto da uomo della strada,
questo dubbio ve lo esterno per-
ché non vorrei darvi un cattivo
servizio.
Tutto ciò l’ho fatto per 52 anni
con passione e per mestiere in di-
versi ristoranti, alcuni dei quali
stellati e di grande prestigio, non
che in hotel di lusso internazio-
nali e lo faccio ancora per innata
curiosità e amore dell’informa-
zione e per avere la “presunzione”
di comunicare a voi tutto ciò or-
biti intorno al mondo del piacere,
perché questo è da sempre il mio
unico mestiere, sia come docen-
te e giornalista enogastronomo,
nonché appunto, partendo da ra-
gazzo con una scopa in mano e
tra studio e lavoro,
step by step
, a
manager della ristorazione.
Oddio: mi ritorna però il dubbio
amletico!
“To be or not to be?”
Cari amici il dubbio rimane, ma
mi ripagano ancora e almeno
nello scrivere, con qualche ov-
via critica, i moltissimi consensi
ricevuti negli anni per Somme-
liers Marche Magazine ed altre
edizioni, anche da autorevoli
esperti del settore enogastrono-
mico, nonché giornalisti di chia-
ra fama e cito solo il nome di uno
dei miei più grandi mentori dal
curriculum spaventoso, il medi-
co e biologo Sergio Angeletti, ar-
ticolista scientifico del Corriere
della Sera, nonché personaggio
televisivo.
Poi, per carità, la perfezione non
è patrimonio dell’umanità.
Buona lettura amici!
Con affetto
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