Mentre scrivo questo editoriale
la terra trema ancora, in un con-
tinuo susseguirsi di scosse tellu-
riche, di paure per i nostri figli,
per le nostre amate Marche.
Tutto ciò mi riporta alla men-
te il terremoto del ‘97, anche
quello con gravi danni e crolli
nell’Appennino. Quella volta da
neo Sommelier, sicuramente con
più incoscienza e giovinezza, per
esorcizzare il terremoto e ritro-
varsi insieme, decisi di dare fon-
do a tutta la mia riserva di Bru-
nello di Montalcino.
Fu un periodo brutto ed impe-
gnativo della mia vita, come del
resto quello che stiamo vivendo,
tuttavia era stato allietato e al-
leggerito dal vino e dalla convi-
vialità, dalla comunione che una
bottiglia di vino ci può regala-
re, specialmente se parliamo di
un’eccellenza.
In questi momenti il vino ci rega-
la degli attimi di spensieratezza e
di tranquillità di cui oggi abbia-
mo particolarmente bisogno, ma
del resto da sempre il mio pen-
siero sul vino è condividere mo-
menti di piacere e amicizia.
Potrei finire qui questo
editoriale, perché questo
è il vero succo dell’AIS,
quello che dovrebbe esse-
re la nostra Associazione
al di là degli orticelli, dei
confini, dei protagonismi.
Vi voglio però fare un qua-
dro delle belle iniziative che
abbiamo portato a termine in
questo periodo: abbiamo
spaziato in diversi cam-
pi al fine di completa-
re il bagaglio enologi-
co del sommelier ed è
stato organizzato per
la prima volta il cor-
so di inglese orientato
alla degustazione in lin-
gua, per favorire i rapporti tra
sommelier, aziende ed espor-
tazioni. Anche il mini corso di
giornalismo ha avuto molti ri-
scontri positivi ed ha visto in-
tervenire figure di primo piano
nel campo del giornalismo mar-
chigiano come Luciano Gam-
bucci e Gianni Rossetti diretto-
re dell’Istituto per la Formazione
al Giornalismo di Urbino. Sono
stato molto soddisfatto anche del
master sul vino naturale, pure se
dobbiamo evidenziare che nono-
stante tutti ne parlino, legislati-
vamente il vino naturale non esi-
ste visto che l’intervento anche
piccolo dell’uomo è essenziale
e necessario, (come hanno am-
messo i produttori biologici) al-
trimenti potremmo condire l’in-
salata senza problemi.
Al di là dei processi mediatici
che Ais subisce in questo campo,
un sano confronto tra chi vede
solo i vini naturali e la nostra as-
sociazione ha fatto capire a tutti
che abbiamo una mentalità mol-
to aperta, conditio sine qua non
che il vino sia buono e che co-
munque ci sia una metodologia
per descrivere i vini in un mon-
do che rimane a tutti un po’ osti-
co e sconosciuto. Onore all’AIS
che ha dimostrato di avere la
sensibilità di approfondire e con-
frontarsi con le nuove tendenze
senza mai perdere l’obbiettivo
della qualità e della salute.
Tra le altre iniziative, una fuga-
ce ma intensa visita in Abruz-
zo, alla cantina Zaccagnini, per
la consegna dell’opera dell’arti-
sta Laura Baldini dal titolo “Big
Bottle” all’enologo della canti-
na Concezio Marulli nell’ambito
del progetto Bianco Rosso Gre-
en, che l’AIS ha intrapreso per
il sociale, dietro l’impeccabile
coordinamento della consiglie-
ra nazionale Manuela Cornelii,
grazie al nostro delegato di Ur-
bino Raffaele Papi che si è ado-
perato per realizzare l’iniziativa.
Dopo aver completato la Gui-
da nazionale “Vitae”, chiudia-
mo ‘con il botto’, presentando la
Guida “Le Marche nel bicchie-
re 2017” nella splendida cornice
della Rotonda di Senigallia che
diventa un polo unico per la pre-
sentazione delle guide, ed essen-
do per noi la prima volta, siamo
onorati di essere in questo spa-
zio unico.
Un’altra bella notizia per la serie
‘le nuove leve crescono’: il nostro
giovane socio Matteo Antonel-
li neo Sommelier professionista
della Delegazione di Jesi e Ca-
stelli si è aggiudicato per il cen-
tro Italia la prestigiosa borsa di
studio Bonaventura Maschio:
complimenti e speriamo di ve-
derlo gareggiare anche per il mi-
glior Sommelier d’Italia.
Vi voglio lasciare accennando
ad alcuni futuri progetti: il pri-
mo, quello forse più facilmente
realizzabile, è creare una scuola
di relatore regionale, una pale-
stra in cui nuovi relatori possa-
no affinare il loro metodo e dove
i veterani possano aggiornarsi.
Per finire con la ricerca di un lo-
cale che diventi la sede dell’AIS
Marche, una sede tra Senigallia
e Loreto, facilmente raggiungi-
bile. Visto che siamo così nume-
rosi, chi meglio di voi soci può
segnalarci qualche locale adat-
to al nostro caso. Con la speran-
za di sentirvi vi saluto auguran-
dovi delle feste serene e come di
consueto vi alleghiamo la nostra
guida, sperando di farvi cosa
gradita.
FORZA MARCHE...
Editoriale del Presidente
_ Domenico Balducci
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“L’AIS Marche esprime
tutto il suo cordoglio al
collega Cesare Lapadula per la
scomparsa della cara mamma”.