Sommeliers Magazine Marche n. 40 - page 10

Nel perdurare dell’algida notte polare, quando il freddo
più crudo avanza mostrando i suoi denti, nella lontana
Lapponia una candida neve avvolge a guisa di manto
il paesaggio da fiaba illuminato dall’aurora boreale, che
rende ancor più suggestivo l’idillio del Natale.
L’energia scaturita dalla luce, sia da quella giocosa pro-
veniente dal cosmo, mossa dalla forza del vento solare
incuneatosi nella magnetosfera terrestre, che dai lumini
accesi dagli uomini all’interno e all’esterno delle case in
tronchi di legno, infonde ovunque calore ed entusiasmo
nel regno favoloso di Babbo Natale durante le gelide e
tenebrose giornate polari in cui il sole rimane al di sotto
dell’orizzonte.
Ancor prima che il Cristianesimo arrivasse a trasfonde-
re nuovi sentimenti alle pagane tradizioni norrene, gli
infanti ascoltarono i genitori e gli avi novellar di carmi
eddici. In quelli riguardanti il periodo del solstizio inver-
nale,
Yule
, si narra che il dio
Odino
, in sella al suo cavallo
volante,
Sleipnir
, ogni anno tenesse una grande battuta di
caccia accompagnato dagli altri dei e dai guerrieri caduti.
Per sfamare il cavallo grigio con otto zampe, capace di ca-
valcare il cielo e le acque anche di altri mondi, i bambini
dovettero lasciare i propri calzari in pelo di renna privi
di ogni lordura appesi accanto al fuoco, riempendoli di
carote, paglia o zucchero, che Odino avrebbe scambiato
con regali o dolciumi.
L’odierna figura di Babbo Natale, abbigliato con un lun-
go mantello rosso ornato di nivea pelliccia, che scivola
rapido e lieve sopra i villaggi con la sua slitta trainata da
otto renne, compendia ogni rappresentazione popolare o
di ispirazione religiosa dell’illustre personaggio largitore
di doni e incarna lo spirito buono della solenne Festività.
MEMORIE DI CONVIVIO
DELLA TAVOLA SCANDINAVA
I
SaPoRi
del
FreDdO
Eva Kottrova
Sommelier
Il glögi, vin brulé speziato
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