Ci stiamo abituando, ma siamo decisamente sor-
presi nel vedere quanto il clima stia mutando. Nei
millenni l’alternanza dei cambiamenti climatici
sono stati alquanto frequenti.
Più di 110 mila anni fa avvenne l’ultima glaciazio-
ne, quella di Würm. Questa coinvolse, oltre all’A-
merica del Nord e la Siberia, che le collegò nel ma-
re di Bering e che permise la migrazione poi delle
prime tribù indiane dalla Siberia all’Alaska con il
ponte di ghiaccio formatosi, anche tutta l’Europa
settentrionale. Pure le Alpi e parte della Val Pada-
na vennero incluse e il fenomeno glaciale terminò
circa 11 mila anni or sono e con un forte innalza-
mento della temperatura e delle acque marine.
Al di là dell’incidenza umana che produce e ha
prodotto negli ultimi due secoli, cioè con il so-
praggiungere dell’era industriale, una quantità
paurosa di anidride carbonica e di polluzione chi-
mica di vario genere, vi sono altri naturali fattori
da considerare.
Il nostro pianeta subisce delle oscillazioni variabi-
li che lo allontanano e avvicinano al sole. L’ effetto
serra non è soltanto quello prodotto dagli esseri
viventi, ma a questo si aggiunge quello naturale.
L’energia di luce e di calore che giunge dalla nostra
stella viene incamerata dalla Terra, ma una parte di
questa deve o dovrebbe poi rimbalzare nello spa-
zio per creare un giusto equilibrio termico e a volte
va in
tilt
: trattasi quindi di problemi di astrofisica
e tutto ciò nel tempo produce tali fenomeni. Si sa
anche che l’alternanza delle stagioni sia data dalla
variabile dell’inclinazione dell’asse terrestre ri-
spetto alla perpendicolare al piano dell’eclittica.
Detto ciò ed entrando ora sull’argomento vino
non possiamo meravigliarci se ormai da tempo
si piantano viti in territori estremi ed impen-
sabili. Certo è che non tutti i vitigni possano
permettersi tale lusso. Con i miei occhi ho visto
vigneti piantati ad alberello (tipici dei territori
meridionali italiani) intorno a Copenaghen e
ancora più straordinari quelli di chardonnay e
gewürztraminer trovati a Tampere, sita a nord
ovest di Helsinki.
Incredibile poi se parliamo dei vigneti intorno alla
capitale islandese Reykjavik. Nell’emisfero australe
la viticultura argentina e cilena si spostano ancor
più verso la sempre meno algida Patagonia scon-
gelatasi del 40%. In Nuova Zelanda l’isola del sud,
cioèOtago, attraversata dalla corrente antartica, ma
mediata poi da quella sempre più calda del Pacifico,
si produce Riesling, Chardonnay e Pinot nero da
sballo, per non parlare dei meravigliosi Sauvignon
dei territori di Marlborough. Tra i migliori vini au-
straliani, oltre al fantastico Shiraz, spiccano anco-
ra gli stessi di Otago prodotti in Tasmania, il cui
meridione dista solo 2.600 km dalla costa dell’An-
tartide, ma le temperature si attestano in media sui
18° C. Altro territorio particolare è quello canadese
della British Columbia dove nascono ottimi vini da
diversi vitigni internazionali bianchi e neri; stessa
cosa potremmo dire del Quebec, Ontario e Nuova
Scotia, specializzate poi anche negli Ice wines.
Tornando al nostro continente, in Borgogna, Bor-
deaux e Valle del Rodano, addirittura meridionale,
all’opposto delle super calure, si sono verificate ge-
late in aprile che hanno toccato i –6° C e i
vignerons
hanno dovuto accendere, ciò accade spesso, i fuo-
chi tra ai vigneti per apportare loro conforto; quin-
di situazioni alternanti che creano grandi disagi.
Ora, siccome sembra stiano piantando orzo nel
sud della Groenlandia, anch’essa scongelatasi al
pari della Patagonia e dell’Antartide, non sarà
difficile immaginare che a breve avremo sorprese
enologiche anche li, quindi una totale rivoluzio-
ne che sta stravolgendo pure il mondo del vino.
Fenomeni naturali che fan parte del carattere del
nostro bellissimo pianeta, purtroppo rinforzati
dall’incontrollata attività antropica. Ricordo an-
che che dagli ultimi 10 anni, per via dello scon-
gelamento dei ghiacciai, il livello di tutti i mari
sta salendo di quasi 2 centimetri e le popolazioni
costiere soprattutto dell’emisfero australe ne sof-
friranno le conseguenze.
A BREVE STUPIREMO ANCOR PIÙ
CLIMA E VINO
Gualberto Compagnucci
Anomalie medie di
temperatura nel periodo
2013‑2017 rispetto alla media
nel periodo 1951‑1980.
Dal 1850 a oggi la Terra si
è scaldata in media di circa
1°C. (Immagine: NASA)
Mendoza, Argentina
4
4
2
2 0°F
35