Sommeliers Marche Magazine 55 - page 26

Iniziamo da lontano, molto lontano... esattamente
dal 31 luglio 1559. Sì, perché proprio in quel giorno
il fiero capitano del popolo Ilcinese firma la capito-
lazione, Montalcino ultimo comune libero d’Italia
passa sotto il Granducato di Toscana. Qui riporto le
parole di Cosimo I de’ Medici (non l’ultimo dei bi-
scheri)
“Montalcino mi hai fatto molto penare, d’ora
in avanti mi darai sollazzo”
parole scaturite dopo
aver bevuto il vino qui prodotto... naturalmente.
Potrei deliziarvi con aneddoti storici favolosi ma
meglio parlare dell’attualità, anche se un altro
piccolo episodio male non ci starebbe e allora ve
lo racconto. Titolo: “La rivoluzione di Ferruccio
Biondi-Santi”. Siamo alla fine del 1800 e il giovane
Ferruccio sale in cattedra con idee rivoluzionare e
largamente anticipatorie dei tempi che verranno.
Nel vigneto di famiglia sceglie il sangiovese rispet-
to al moscadello (la prima uva di Montalcino), poi
selezione massale del vigneto, poi limitazione delle
rese, poi capisce il potenziale di invecchiamento e
comprende il ruolo del tannino, poi pensa ad un
vino moderno per una clientela elitaria, poi apre
la prima bottega in Montalcino per vendere esclu-
sivamente il suo vino, poi, e siamo nel 1898, crea la
cattedra ambulante ovvero va in giro per l’Italia
a spiegare quanto sopra. Che dite può bastare? Sì,
può bastare.
E adesso l’attualità, anzi no, ve ne racconto un
altro ancora. Durante la prima “Mostra Mercato
Vini Tipici d’Italia” svolta a Siena dal 3 al 18 agosto
1933 (in pratica antesignana del Vinitaly) successe
una cosa da ricordare riguardo al prezzo. Prota-
gonisti due grandissimi: Giovanni Colombini e
Tancredi Biondi-Santi. Il primo vide il prezzo a cui
il secondo vendeva il vino e sbottò:
“È immorale!
Troppo caro, c’è la crisi e prezzi così alti sono un’of-
fesa alla miseria”
. Tancredi gli rispose:
“Giovanni,
ma quanto sei bischero! Ora ti faccio vedere”
. Su
una grossa pila di bottiglie mise la scritta “Brunel-
lo di prima scelta, Lire 20” e su quella accanto, fatta
con lo stesso vino, mise “Brunello di seconda scel-
ta, Lire 5”. La sera quello di prima scelta era finito,
e l’altro era ancora tutto lì.
E adesso entriamo nel vivo del racconto. Montalci-
no in cifre: le bottiglie prodotte nel 2016 sono state
13.932.000 (Brunello 9.100.000, Rosso 4.500.000,
Sant’Antimo 300.000, Moscadello 32.000). Il giro
d’affari è attestato sui 170 milioni di Euro.
MONTALCINO
E IL SUO GRANDE BRUNELLO
Cristiano Cini
AIS Toscana
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