Sommeliers Marche Magazine 61 - page 7

Domaine Maubernard,
Saint-Cyr-sur-Mer
Poco sopra Marsiglia nella Côtes de Provence tro-
viamo la AOC Palette; i vigneti sono solo poco più
di 40 ettari con produzione sia di bianchi che rossi
e rosati. Pochissimi produttori quindi e con pochi
ettari a disposizione fan sì che questi vini siano al-
quanto ricercati. Eccellenti sono i rossi che rappre-
sentano più della metà dei vini prodotti ottenuti
dai vitigni mourvèdre, grenache e vieux carignan,
dove a volte si infiltra il syrah. Anche qui i frut-
tatissimi e polposi rosati ottenuti ancora da gre-
nache, mourvèdre e cinsault godono di grandissi-
ma eleganza. Abbiamo elencato soltanto una parte
dei tanti vitigni provenzali che in totale sono qua-
si una ventina e ve li elenchiamo. Per i bianchi ab-
biamo: borboulenc, sauvignon, chardonnay, se-
millon, ugni blanc, rolle, marsanne, clairette
e grenache blanc; i neri con: cabernet sauvi-
gnon, cinsault, calitor, carignan, mourvèdre,
syrah e tiburen. Ovviamente la Provenza influen-
za anche la viticultura corsa, considerata una sua
estensione, dove diversi di questi vitigni si unisco-
no poi ai vermentino, i trebbiano, i sangiovese e il
raro pollera giunti soprattutto da Liguria e Tosca-
na. Va ricordato anche che la Provenza è un ottimo
produttore di olio extravergini di oliva.
LANGUEDOC-ROUSSILLON
Teatro nel 1209 di efferate violenze papaline avi-
gnonesi con il massacro degli Albigesi e dei Bèze-
riesi ad opera dei Crociati con circa 20.000 morti e
voluto da Papa Innocenzo III per l’estirpazione del
catarismo, il Languedoc prende il nome dalla lin-
gua occitana estesa dai Pirenei a tutta la costa, fin’
anche in Provenza. Una curiosità: durante una mia
commissione di esami a Roma un giovane somme-
lier mi disse che il nome della zona derivasse dal
fatto che essendo una striscia lunga e curva asso-
migliasse alla lingua di un’oca
che starnazzava e... immagi-
nate lo stupore.
Più di un terzo di tutto il
vino di Francia si produce
in Languedoc e per molti
anni ne è stato il principale
serbatoio dei
Vin de Table
.
Nel tempo però la regione si
è qualificata notevolmente ed
è diventata famosa soprattutto
per i suoi
Vins Doux Naturels
, cioè vini passiti na-
turali prodotti da muscàt a petite grains (moscato
bianco) e sono, per il territorio dell’Herault, il Lu-
nel, il Frontignan, il Mireval e il Saint Jean de Mi-
nervois e allungandoci poi verso i Pirenei orientali
troveremo il Muscat de Rivesaltes ottenuto però sia
da moscato bianco che giallo di Alessandria. Vi-
ni decisamente eleganti e che fanno del Languedoc
il maggiore e il più rappresentativo territorio fran-
cese per questa categoria di vini che riprenderemo
più avanti parlando del Roussillon.
Ovviamente qui non si beve solo dolce ed elenchia-
mo quindi le altre varietà di uve e tipologie di vi-
ni. È datata 1531 la nascita del Blanquette de Li-
moux ad opera dei frati dell’Abbaye de St. Hilai-
re poco sotto Carcassone e quindi nel dipartimen-
to dell’Aude, dove lo stesso Abate Perignon ebbe
modo di approcciarsi al vino prima di giungere in
Champagne. Nella versione spumante è ottenu-
to da chardonnay, chenin blanc e di autoctone uve
muzac, proposto in diverse declinazioni sia come
metodo ancestrale che come classico crémant do-
ve cambiano le percentuali di cuvée; è quindi da
considerarsi il vino più storico di tutto il Langue-
doc, fermo restando che ne esiste ovviamente an-
che una tipologia non spumantizzata.
I vini bianchi e rossi poco si distanziano da quelli
provenzali, considerando che i vitigni sono su per
giù gli stessi. Ripetiamo che solo negli ultimi tempi
si è data una riqualificazione a questi vini che nell’
alto stile francese vissero in passato un po’ nell’
oblio. Quindi ancora marsanne, rolle (vermenti-
no), chardonnay, viogner e roussanne sono i viti-
gni protagonisti dell’enologia bianca, mentre per i
vini rossi troviamo ancora il grenache, mourvedre,
carignan, syrah e cinsault dai quali si ottengono
anche i pochi rosati subordinati ai più famosi pro-
venzali. In toto le denominazioni del Languedoc
sono le seguenti: Clairette du Languedoc, Colliou-
re, Corbières, Coteaux du Languedoc, Faugères,
Fitou, Limoux, Minervois e Sant-Chinian. Allun-
ghiamoci ora verso i confini con la Spagna e i Pire-
nei orientali per entrare in Roussillon.
Casuale non ne è il nome visti i terreni ferrosi dai
variabili colori ocra. Estensione meridionale del
Languedoc e situato nel dipartimento del Vaucluse
il Roussillon o Rossiglione, facente parte in passato
del Principato di Catalogna a metà del XVII seco-
lo venne ceduto dagli spagnoli alla Francia dopo la
cosi detta Pace dei Pirenei.
Vigne nella zona di Cassis
Monaco
Nizza
Cannes
Marsiglia
Montpellier
Nîmes
Perpignano Tolone
Avignone
Valenza
Ròdano
FRANCIA
Provenza
Languedoc
Roussillon
Monaco
Bellet
Nizza
Cannes
Saint-Tropez
Frejus
Tolone
Brignoles
Marsiglia
Aix-en-Provence
Coteaux
d’Aix-en-Provence
Coteaux
Varois en
Provence
Cotes de
Provence
Cotes de
Provence
Coteaux
de Pierrevert
Coteaux
des Baux
de Provence
Cassis
Palette
Bandol
Manosque
Avignone
Zone vitivinicole
della Provenza
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