Sommeliers Marche Magazine 61 - page 14

Luca Luciani
Sommelier
La città di Šmartno nella
regione del Goriska Brda,
Slovenia
Brda significa “collina” ed ha la stessa origine del
nome Italiano Collio. È un comune nato dall’unio-
ne di più municipi che durante il Regno d’Italia era-
no autonomi. Goriska Brda è la subregione setten-
trionale della regione vinicola Primorski nella Slo-
venia occidentale, dal nome delle due città attorno
a cui è formata; Goriska e Brda. Tuttavia, dopo gli
sconvolgimenti politici dell’inizio del XX secolo,
Goriska si ritrovò sul lato italiano del nuovo confi-
ne italo-sloveno, ed è ora conosciuta come Gorizia.
Traiano ha attraversato e conquistato queste col-
line segnate da una parte di territorio italiano e
dall’altra quello sloveno ora svelano pittoreschi ca-
stelli e ville rinascimentali, ma un tempo sottoline-
ate da un filo spinato (“cortina di ferro”), impian-
tato dai vincitori del secondo conflitto mondiale,
che le dividevano fino al trattato di Osimo del 1975
dove gli agricoltori potevano oltrepassare il confi-
ne chiodato con l’onere di avere la cantina da una
parte ed il campo dall’altro.
Dal punto di vista enologico nasce con i Romani,
poi decade nel periodo degli Slavi per riprendersi
nel XII secolo grazie alla chiesa cattolica. L’ultima
forte flessione negativa l’ebbe fra l’800 con il perio-
do della Filossera e il secondo conflitto per poi ar-
rivare ai giorni nostri con un buon trend positivo.
Alcune delle famiglie che oggi segnano l’agricoltu-
ra di qualità per cui Brda è riconosciuta in tutto il
mondo sono Simčič, Scirec, Kocijancic, Scocj, Jer-
mann, Cetritic, Keber, Radikon, Gravner...
Le cantine sono tutte relativamenti giovani perché,
durante il regime comunista, ogni azienda agrico-
la doveva essere autosufficiente, e alla coltivazione
della vite si aggiungeva quella di pesche, ciliegi, e
l’allevamento di bestiame.
Due aree culturalmente divise dal susseguirsi di
eventi storici si riuniscono politicamente dal 2007
con l’entrata della Slovenia nell’area Shengen e nel
2015 alcuni comuni del Collio e il municipio di Br-
da si sono accordati per presentare la candidatura
al riconoscimento come patrimonio dell’Unesco;
obiettivo da concretizzare lucidamente nel 2025.
Mentre il territorio italiano esprime viti di Pinot
Grigio, Friulano, Sauvignon e Ribolla Gialla /Rebu-
la; Brda si concentra su quest’ultima che si esprime
al meglio oltre i 100 metri di altitudine. Vitigni a
bacca bianca attualmente sono oltre l’85% del terri-
torio vitato per il resto vediamo come protagonisti
Terrano (il nome locale del Refosco) e Barbera, da
tempo radicati in questa regione, ma anche di im-
portazione francese: Merlot, Cabernet Sauvignon e
Pinot Nero. Tutti i vini vengono prodotti in versio-
ne ferma anche se nonmancano splendide interpre-
tazioni di spumanti metodo classico ottenuti dalla
Ribolla Gialla. Si producono anche vini bianchi dol-
ci da dessert, spesso nello stile del Ramandolo, pro-
venienti dai Colli Orientali appena oltre confine. Le
colline presentano 1.500 ettari vitati con 6,5 milioni
di bottiglie prodotte, incremento del 20/25% rispet-
to ai due anni che precedono il 2022.
COLLIO e BRDA
DUE TERRITORI CHE SI DIVIDONO
E SI UNISCONO NEL VINO
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