Sommeliers Marche Magazine 61 - page 9

OFFAGNA, A VIGNA DELLA CAVA
TRA ROSATI E INCROCI
Venerdì otto settembre nella splendida cornice della
tenuta Vigne della Cava in quel di Offagna, immer-
si nei filari di verdicchio e incrocio Manzoni con il
monte Conero e l’Adriatico a fare da cornice, la di-
namica Ilaria Santandrea della COPAGRI Marche,
in occasione della festa del colombaccio, ha coinvol-
to l’AIS Marche per una doppia degustazione su vini
rosati e vini da “incroci” delle Marche. Alle ore 16 in-
sieme al nostro presidente Isidori, con il supporto del
maestro Compagnucci e la presentazione da parte di
Ettore Janni, enologo e proprietario della tenuta, si è
parlato di vino rosato. Dal titolo “Il rosa del Conero:
un vino in evoluzione” il numeroso pubblico ha po-
tuto beneficiare della piacevolezza di “Flò” IGT Mar-
che rosato della stessa tenuta in una verticale unica.
Un progetto ben elaborato da Ettore, che ha voluto ri-
produrre sulle colline anconetane il rosa provenzale.
Ottenuto esclusivamente con il montepulciano, le
bucce hanno toccato il mosto solamente durante la
pressatura soffice avvenuta dopo che le uve hanno so-
stato in celle frigo a 8°C. 80% del prodotto vinificato
in acciaio e il restante in barrique. Al termine dell’af-
finamento le due masse sono assemblate con diligen-
za per amalgamare la nuance morbida del barricato a
quella più fresco sapida dell’acciaio. Ne nasce un vi-
no che nel 2022, si presenta nel calice con note rosa ci-
pria e una saturazione veramente lieve. Brilla di luce
propria e al naso si apre con i piccoli frutti rossi anco-
ra acerbi: lamponi, fragoline e agrumi, fiori di pesco
e cenni di erbe officinali. Il sorso è fresco sapido ben
bilanciato e piacevolmente lungo. Poi nei calici sono
finiti i fratelli più grandi, il 2021, il 2020 e il 2019. La
tonalità del delicato rosa ha perso i toni rossi per ri-
proporre quelli gialli, ecco che il calice si riempie di
lampi cipolla ramati con un crescendo di saturazio-
ne con l’avanzare dell’età. Anche al naso si evidenzia
l’evoluzione: ricchi sentori floreali affiancano i frut-
ti rossi che son diventati maturi fino a trasformarsi,
nel 2019 in fruttato giallo di mela golden sfociando a
cenni iodati. Il sorso dei fratelli maggiori mantiene la
freschezza anche se sempre più orientata alla sapidità
della maturità. La chiusura è avvenuta assaggiando il
“FloAK” 2021, una magnum riempita esclusivamente
con quella parte di vino elevata in barrique.
Anch’esso ha la veste ramata e le note olfattive vira-
no dai fiori rossi/rosa alla pesca saturnia, al lampone e
alla fragola. Al gusto evidenzia un’avvolgente morbi-
dezza dovuta al batonnage della lisi dei lieviti che ren-
de il sorso voluminoso. Alle 17:30 è salito in cattedra
il nostro Maestro Gualberto Compagnucci, affianca-
to dallo stesso Ettore Janni e da Silvano Strologo, per
accompagnare il folto pubblico in un racconto che
ha visto protagonista alcuni vini ottenuti da “incro-
ci”. La degustazione è iniziata con “Magia” IGT Mar-
che bianco della tenuta Vigne della Cava, un blend di
verdicchio (70%) e “incrocio Manzoni” (riesling per
pinot bianco) innestato dal professor Luigi Manzoni,
preside della scuola enologica di Conegliano Veneto
negli anni trenta del secolo scorso. È lo stesso Etto-
re a raccontare il perché di questo incrocio nelle Mar-
che: essendo veneto ha voluto portare qualcosa di nor-
dico da “sposare” con il verdicchio. Infatti, il Maestro
Compagnucci ha iniziato proprio da lì: il matrimonio
tra il fascino leggiadro e femminile del Manzoni con
la virulenza del verdicchio. E, a detta di tutti, questo
mariage ha ottenuto i consensi degli intervenuti. Pa-
glierino tenue, fumé, fieno ed erbe aromatiche apro-
no l’impatto olfattivo che si sviluppa su floreali bian-
chi e frutti gialli. Il sorso è vigoroso e avvolgente come
i due vitigni donano. Risotto alla milanese? Spaghetti
alle vongole? Le proposte del maestro. Poi si è passati
alle due referenze ottenute dal vitigno “incrocio Bruni
54”. Questo ibrido è stato messo a punto dal professor
Bruno Bruni (marchigiano) innestando il sauvignon
blanc al verdicchio per cercare di avere le “grazie” dei
due campioni in un unico essere. La prima etichetta
è stata “Eto’s” dell’Azienda Polenta e la seconda “Aca-
sio” di Silvano Strologo. Dai colori sfavillanti il paglie-
rino varia dall’intenso al dorato dell’Acasio per via del
suo passaggio in barrique. L’ampio ventaglio di profu-
mi spazia da frutti gialli maturi al floreale di acacia e
tarassaco con cenni speziati. Il sorso è potente: 14,5%
il primo e 15,5% il secondo di volume alcolico sorretto
molto bene dalla fresca sapidità che rende il tutto pia-
cevole. Grigliate e fritture di pesce, polenta e baccalà,
cannelloni le proposte del Maestro. Decisamente un
piacevolissimo pomeriggio.
Grazie COPAGRI. Grazie Vigne della Cava.
Stefano Isidori
Presidente AIS Marche
Foto di Alberto Camilletti
9
1,2,3,4,5,6,7,8 10,11,12,13,14,15,16,17,18,19,...40
Powered by FlippingBook