Le Marche nel Bicchiere 2019 - page 34

TARTUFI • TURISMO
RISTORAZIONE • VINI
I
l vero valore del tartufo, in particolare di quello bianco, non è
legato alla vendita di qualche quintale di prodotto, ma al turi-
smo enogastronomico che può suscitare con favorevoli ripercus-
sioni sull’economia. In Piemonte, regione dove il fenomeno è moni-
torato da decenni, intorno alla più antica mostra/fiera del tartufo
bianco del mondo (1928), quella di Alba, e alle altre della regione,
si muove un flusso di centinaia di migliaia di turisti, di cui oltre la
metà provenienti da tutto il mondo. Da cosa sono attratti questi visi-
tatori, fra cui numerosissimi ristoratori e cuochi? Perché vanno pro-
prio ad acquistare i tartufi ad Alba? Primariamente perché trovano:
1
. tartufi bianchi selezionati e certificati nella qualità;
2
. una ristorazione che, in gran parte, utilizza il tartufo bianco
fresco in maniera seria, professionale e senza utilizzare
ingannevoli aromi di sintesi chimica;
3
. vini di alto livello abbinati correttamente ai piatti con tartufo;
4
. buoni alberghi di standard nazionale e internazionale.
Secondariamente sono attratti dalla cornice fatta di paesaggi,
musei, città d’arte, vie del tartufo, vie del vino, prodotti agroali-
mentari di pregio, capi di abbigliamento e pelletteria di moda ecc...
Com’è la situazione della nostra regione che per secoli è stata con-
siderata
“la zona tartufigena più importante d’Italia”
, che possiede
i più antichi editti pubblici per regolamentare la raccolta dei tartu-
fi, il maggior numero di raccoglitori professionali, le mostre-merca-
to-fiere più antiche dopo quella di Alba, la presenza di tutte le spe-
cie commestibili di tartufi che coprono gastronomicamente tutto
l’anno?
I nostri punti deboli sono i primi due.
Riguardo alla selezione dei tartufi, manca, nei luoghi (fiere, nego-
zi) un ente riconosciuto in grado di certificare la qualità (non l’ori-
gine) dei tartufi a difesa del consumatore ma anche a garanzia di
chi se li fa spedire In Italia e all’estero.
Occorre pertanto che anche la Regione Marche approvi al più pre-
sto un marchio di qualità (QM Marche) del tartufo bianco e del tar-
tufo nero pregiato delle Marche, similmente a quanto già fatto
dalla regione Piemonte. È meglio guardare all’esempio di altri che
hanno affrontato prima il problema che partire da zero.
L’esempio non viene solo dal Piemonte, ma anche dalla Toscana per
la carta della qualità del tartufo bianco delle Crete senesi, alla quale
ho collaborato attivamente. Segnalo che il 4.10.2018, all’antepri-
ma della Fiera nazionale del tartufo di Pergola, il Comune, ha intra-
preso questa strada riunendo ufficiosamente una Commissione
qualità, da me presieduta, che ha valutato, attraverso parametri
oggettivi, la qualità dei tartufi esposti per la vendita.
Riguardo all’offerta ristorativa, nelle Marche non mancano risto-
ranti dove si servono piatti con il tartufo, o ricette tradizionali di cui
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