UN PATRIMONIO DI BIODIVERSITÀ
L’
olivo è radicato da secoli nel territorio marchigiano. Si parla
dell'olio di oliva delle Marche e della sua qualità già nel
periodo medioevale, più precisamente nel periodo delle
Signorie, quando “
l'olio de Marchia
” doveva essere separato dalle
altre produzioni similari per rivenderlo ai commercianti veneziani e a
Firenze ad un prezzo superiore in virtù del suo colore e sapore.
L’olio delle Marche aveva quindi una sua identità, determinata dal patri-
monio olivicolo estremamente variegato: sono circa 20 le varietà autoc-
tone che caratterizzano fortemente il prodotto marchigiano e lo arricchi-
scono di storia, cultura, tradizioni e paesaggio. Tali genotipi, diffusi da
secoli in areali circoscritti, sono frutto di una selezione empirica da parte
di olivicoltori che nel tempo hanno scelto le varietà più rispondenti alle
caratteristiche climatiche e pedologiche locali. Nel territorio di
Pesaro-
Urbino
, la varietà prevalente è la
Raggiola
, geneticamente simile al
Frantoio; l’olio è caratterizzato dal profumo di mandorla fresca, unito a
toni erbacei; molto simile è l’olio di
Raggia
, diffusa soprattutto nella pro-
vincia di
Ancona
; piantoni secolari di
Rosciola Colli Esini
colorano in
autunno la Vallesina del rosa caratteristico delle olive piccole e tondeg-
gianti. Passando alla provincia di
Macerata
, la varietà
Coroncina
è pre-
sente nella zona del lago di Caccamo; seppur la produttività non è trop-
po elevata, l'olio presenta caratteristiche interessanti: un buon fruttato,
con sentori erbacei e di carciofo, particolarmente amaro e piccante in
quanto molto ricco in sostanze fenoliche. I vecchi piantoni di
Mignola
dall’aspetto monumentale tappezzano le colline del territorio di Cingoli
e scendono giù fino al mare, lungo la Vallesina, grazie alla buona pro-
duttività, seppur frutto molto piccolo. La varietà
Orbetana
, nell’area del
Monte San Vicino, nonostante scarsamente produttiva e alternante,
assume un ruolo importante per la tolleranza al freddo. Il
Piantone di
Mogliano
, dalle piante piccole ma estremamente produttive, tappezza
invece le colline di tutta la provincia di Macerata, fino ad arrivare alle aree
più interne; dal frutto particolare, a forma di limone, esce un olio equili-
brato e profumato. Nella provincia di
Fermo
, l’area del “
Falerio Picenus
”
vede la presenza del
Piantone di Falerone
; il
Sargano di Fermo
carat-
terizza invece il litorale fermano con le sue piante monumentali, di ele-
vata vigoria; dai frutti molto piccoli con basse rese in olio si ottiene un
prodotto delicato con sentori di foglia e mandorla.
Ad
Ascoli Piceno
impera la regina delle olive da mensa, l’
Ascolana
tenera
, accompagnata dall’impollinatore Lea; l’
Ascolana dura
è l’altra
varietà da mensa, diversa geneticamente e morfologicamente dalla
tenera, più tollerante al freddo, ma con polpa meno croccante. Ampia
diffusione la
Carboncella
, geneticamente simile al Moraiolo, con pian-
te poco vigorose dal portamento assurgente, il frutto piccolo e tondeg-
giante, un olio con sentori erbacei, di carciofo e mandorla.
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