IL TERRITORIO
E LE BOLLICINE
Editoriale del Presidente
_ Domenico Balducci
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Nei recenti incontri che ho avuto
con le realtà vinicole della nostra
terra, ho potuto constatare che
stiamo assistendo ad un fenome-
no inverso all’esodo industriale:
mentre le nostre industrie trova-
no condizioni e vantaggi econo-
mici oltre frontiera, alcuni gros-
si gruppi ed alcune cantine di
risalto nazionale trovano nel-
le Marche una terra fertile per
l’enologia.
Siamo diventati (lo eravamo da
sempre solo che non lo sapeva-
mo) una regione attrattiva per
chi fa vino, al punto che non si
stanno seguendo i canoni del
mercato internazionale impian-
tando Chardonnay e Cabernet
come accadeva anni fa anche per
i nostri viticoltori, ma si sta pun-
tando sulle Marche e sui vitigni
autoctoni.
La valorizzazione del territorio
e il profondo rispetto per i viti-
gni regionali, unito all’impie-
go della forza lavoro locale, sono
gli aspetti fondamentali di que-
sta tendenza; atteggiamento che
è per noi una fruttuosa propa-
ganda dei nostri vitigni e dei no-
stri vini fuori regione, supporta-
ta dalla creazione di un circuito
commerciale internazionale che
da sempre è mancato.
Certo non possiamo (non pote-
te) perdere l’occasione di afron-
tare compatti il mercato inter-
nazionale: guardate i produttori
del Rosso Conero che all’ultimo
Vinitaly si sono presentati com-
patti in un unico stand facendo
crescere l’immagine di tutto il
consorzio.
Come nel settore turistico così
nell’enologia afrontare il merca-
to in maniera massiccia e com-
patta porta spesso ad una rispo-
sta positiva; la mentalità chiusa
ed individualista del
marchigiano oggi non
deve più perdurare.
Riferendomi sempre alla promo-
zione del territorio, visto anche
l’avvicinarsi delle feste e quindi
del consumo di Bollicine, vi vo-
glio segnalare un’enoteca nata a
Fabriano: l’Enoteca delle Bolli-
cine Regionali “Francesco Scac-
chi”. Può sembrare strano lo
spumante a Fabriano, come qual-
cuno mi ha già fatto notare, ma
basteranno queste poche note
per convincervi che i vini anti-
camente denominati “mordaci”
e “piccanti” hanno una forte tra-
dizione storica proprio a Fabria-
no. Francesco Scacchi è unmedi-
co nato a Fabriano il 7 novembre
1577, professionalmente al segui-
to del Cardinale della Marca Ot-
taviano Bandini, nel 1622 dà alla
stampa il libro “De Salubri Potu
Dissertatio” in cui descrive le ca-
ratteristiche produttive e tera-
peutiche dei vini rifermentati in
bottiglia, antesignani dei moder-
ni spumanti.
Uno dei capitoli più interessan-
ti per noi è il XXI dal titolo: “Se
il vino frizzante, comunemen-
te chiamato piccante, sia utile
alla salute”, nel quale possiamo
trovare la descrizione dei me-
todi con cui si rendevano friz-
zanti i vini, destinati
alle mense dei più ric-
chi per l’elevato
costo derivato
dalla diicoltà
del processo ope-
rativo e nel contempo
la testimonianza del-
la loro difusione
con la richiesta in continuo au-
mento. Il bere sano rappresenta
una importante prova documen-
tale a favore dell’arte enologi-
ca della rifermentazione dei vini
antecedente alla nascita del mito
di Dom Pèrignon (una storia ini-
ziata cinquant’anni prima) che
elaborava vini frizzanti presso
l’abbazia di Hautvillers.
È con questo spirito che a Fabria-
no si è arrivati alla quarta edizio-
ne di “Fabriano Spumanti” e alla
fondazione dell’enoteca, (dove
ho trasferito la sede della picco-
la Delegazione di Fabriano Alta
Vallesina) in cui sono serviti tut-
ti spumanti marchigiani, in atte-
sa di avere quelli spumantizza-
ti con il più particolare Metodo
Scacchi, come il medico descri-
veva nel suo libro.
Nell’attesa di incontrare tutti i
soci per un brindisi vi formulo i
più sinceri auguri.