Sommeliers Magazine Marche n. 22 - page 9

Come ottenere un buon caffè in casa
La qualità dell’acqua anzitutto. Se quella del sinda-
co vi garantisce buone caratteristiche non solo chi-
mico isiche ma anche organolettiche, cosa che ov-
viamente percepirete e giudicherete voi stessi, può
andar bene. Previo il fatto comunque che si tratta
al 99% di acqua clorata e che ha percorso sui tubi
decine e decine di chilometri.
Personalmente opto per una normale acqua di sor-
gente oligominerale con un residuo isso compreso
fra gli 0,150 e 0,300; l’incidenza economica per ot-
tenere comunque un miglior cafè è assolutamen-
te irrisoria: con un litro di acqua fate più di trenta
cafè. Le acque comunali utilizzate dalle macchine
da bar vengono continuamente depurate da iltri
speciali a base di resine e con l’ausilio di sale grosso
marino, per cui non si pone il problema.
Scegliete la vostra miscela preferita, dove si con-
siglia una buona percentuale di varietà Arabica o
un mono cultivar di pregio. È sicuramente prefe-
ribile acquistare il cafè in grani e poi
con un buon macininino, ben tarato,
macinarne una picco-
la quantità per l’uso
giornaliero.
Il cafè in grani
tenetelo comunque
sempre ben chiuso
in un barattolo, onde
evitare la dispersio-
ne degli aromi e bere
poi un cafè scipito.
La Moka
Stesso procedimento della napoletana ma con
un accorgimento importante, per molti forse
insolito, ma funzionale.
Dopo aver messo al fornello la Moka, con pre-
ghiera di non pressare troppo la polvere di
cafè, aiancate vicino a questa una baccinella
con un dito di acqua fredda. Appena senti-
te che inizia ad uscire il primo cafè estraete
subito la cafettiera dal fuoco ed immergete il
suo fondo nell’acqua per abbassare la tempe-
ratura. Il cafè smetterà di uscire. Lasciatela a
bagno per una decina di secondi e rimettete-
la al fuoco. Ripresa l’ebollizione fate uscire
ancora un po’ di cafè e ripetete subito
l’operazione di prima per una seconda
volta. Dopo dieci secondi rimettetela
al fuoco e lasciatela andare ino alla ine. Il
risultato sarà eccellente, perché avrete evitato
al cafè un lungo shock termico.
Le moderne macchine espresso
Quasi tutti oggi in casa e magari in uicio uti-
lizzano piccole macchine espresso e all’uopo
l’industria si è oggi ben organizzata. Qualche
anno fa era meglio rinunciarci, addi invece si
ottengono eccellenti risultati anche con il siste-
ma a cialde, benché più care all’origine di una
normale dose di 7 g di un cafè da bar, il quale
però raramente paghiamo meno di un euro.
Anche in questo caso è preferibile versare nella
vaschetta acqua oligominerale, ma ripeto, se il
sindaco è generoso nella qualità utilizzate pure
la vostra acqua di rubinetto visto che queste
macchinette sono munite di iltro, cosa di cui
non dispongono ne Moka ne napoletana.
Fate sempre in modo che le vostre tazzine sia-
no ben calde, magari mettendole un attimo in
microonde con un goccio d’acqua.
Attenzione: provvedete spesso alla pulizia
della vostra macchinetta espresso cambiando
almeno due o tre volte l’anno il iltro e alme-
no una volta le eventuali guarnizioni ed ogni
tanto fate scorrere acqua
calda, magari utilizzan-
do quella del sindaco,
per pulire i condotti.
Stessi provvedimenti
valgono per la pulizia
della lancia di vapore e
dell’acqua calda.
La cafettiera napoletana
È uno dei modi migliori per ottenere un buon
cafè perché la lenta iniltrazione dell’acqua,
non subendo una pressione, garantisce una
migliore estrazione degli aromi del cafè.
Fate attenzione però a questo particolare: una
volta che l’acqua entra in ebolizzione lasciate
riposare la cafettiera fuori dal fuoco per quasi
un minuto in modo che l’acqua scenda dalla
temperatura di ebolizzione; stessa cosa si fa
per il te, dopo di che capovolgetela.
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