Sommeliers Magazine Marche n. 22 - page 6

Irrinunciabileee! Andremmo via di testa se ce la proibissero. Faremmo carte false pur di procurarcela.
In Italia si rischierebbe un vera rivoluzione civile se venisse bandita. Mamma mia... non ci posso pensa-
re! Ma di cosa stiamo parlando? Semplice, de a tazzulella ‘e cafè. Eh sì, non potremmo assolutamente ri-
nunciarvi. Ma prima che lo scoprissero, come faceva la gente a campare senza questa magica bevanda?
Al pastore etiope Kaldi che ne scoprì la pianta sull’altipiano sud occidentale di Kafa, vicino alla città di
Jima, l’umanità dovrebbe erigere non un monumento ma una piramide. Ma come accadde? Kaldi nel
constatare che le proprie pecore si innervosivano e si rivitalizzavano ogni volta che brucavano foglie e
bacche di questa pianta allora sconosciuta (cofea arabica) spinto dalla curiosita fece essiccare le bacche,
ma pensò anche di abbrustolirle successivamente e frantumatele grossolanamente e le mise di nuovo al
fuoco su un bacile di acqua. Avrà fatto anche un po’ schifo allora, ma Kaldi aveva scoperto la pianta e
inventato il cafè. Grande Kaldi! Beh, a tutt’oggi la varietà arabica etiope è uno dei più pregiati cafè al
mondo. Con l’invasione araba dell’Etiopia a ine Quattrocento, il cafè dall’altipiano di Kafa passa nello
Yemen. Sapete perché la macchinetta per il cafè inventata negli Anni ‘30 dell’altro secolo da Alfonso
Bialetti si chiama Moka? Perché la città yemenita che divenne custode del cafè e ne portò avanti la
difusione si chiama proprio Mokha. Pensate che i veneziani sono stati, poco più tardi della scoperta o
invenzione, i primi europei a conoscere questa straordinaria bevanda nervina.
Ma la difusine nel nostro continente la si deve comunque all’Impero Ottomano verso la ine del Seicen-
to ed esattamente subito dopo il pericolosissimo massiccio assedio di Vienna. Fu un uiciale dell’eserci-
to polacco, che andando in aiuto a quello austriaco nel ritornare a casa portò il cafè a Varsavia, dove aprì
addiruttura la prima cafetteria d’Europa. A metà Settecento tutte le città d’Europa ne ospitavano alme-
no una. Altra curiosità per lo meno ai più sconosciuta. Ok! Grazie a tutti: al pastore Kaldi, ai veneziani,
ai turchi, francesi e olandesi, per averci fatto conoscere il cafè, ma ora veniamo a fatti più concreti.
SOAVE TRASGRESSIONE
TAZZULELLA
‘E
CAFÈ
Gualberto Compagnucci
‘NA
6
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