Il vino corre sul Web: la
caduta degli abbinamenti
Lo scorso maggio abbiamo cele-
brato la “Giornata Nazionale del-
la Cultura del Vino”, siamo stati
accolti (e per questo li ringrazio
ancora pubblicamente) dal Ma-
gnifico Rettore della Universi-
tà Politecnica delle Marche e dal
Preside della Facoltà di Econo-
mia e Commercio nella splendi-
da cornice dell’ateneo di Anco-
na. Può sembrare strano che un
convegno enologico sia svolto in
tale sede e non ad esempio nel-
la Facoltà di Agraria, ma in real-
tà i relatori hanno trattato il vino
non solo sotto l’aspetto storico e
medico, ma anche sotto il profi-
lo commerciale vista l’attuale si-
tuazione.
L’assenza dei produttori e la scar-
sa affluenza dei sommelier (circa
50 soci) rispetto alle aspettative e
dato lo spessore del convegno mi
fanno pensare che trattare degli
aspetti e problemi del vino sia
inutile o forse non risulti così in-
teressante come credevo!
Inaspettato e notevole l’inter-
vento della Professoressa Silve-
stroni, (docente di Viticultura,
che ringrazio per la partecipazio-
ne) riguardo al cambiamento cli-
matico causato principalmente
dall’inquinamento,
con conseguente anticipo del-
la maturazione zuccherina delle
uve e obbligatoria raccolta anti-
cipata di uve cariche di zuccheri
ma carenti di acidità, con la per-
dita anche di una parte del bou-
quet del vino. Questa variazio-
ne climatica viene già riscontrata
in diverse cantine da me visita-
te in questo periodo, addirittu-
ra si arriva ad un anticipo di ven-
demmia anche di due settimane,
coincidendo la raccolta con il pe-
riodo più caldo e come avviene
già in regioni come Sicilia, Puglia
andrà sicuramene fatta di notte o
prima mattina per evitare inne-
schi fermentativi. Probabilmen-
te sarà il problema futuro con la
necessità di ritardare la vita della
pianta artificialmente o natural-
mente defogliando, oppure im-
piantando dei vitigni dal ciclo ve-
getativo più lento.
Dal mio punto di vista (somme-
lier ristoratore) l’intervento più
interessante è stato quello dell’a-
mico Gabriele Micozzi, docen-
te di Marketing, che ha messo a
nudo, tramite un’indagine com-
piuta nell’intera penisola, l’anali-
si della domanda/offerta nel pia-
neta Vino.
Lo studio consultabile nel web
ha evidenziato degli aspetti ina-
spettati e qui entriamo in gioco
noi sommelier e il nostro ruolo:
forse non abbiamo divulgato ab-
bastanza il nostro verbo!? Tra gli
aspetti più significativi eviden-
ziati c’è un incoraggiante quinto
posto del Verdicchio, unico bian-
co tra i primi otto del sondaggio,
che consacra il vitigno come il
bianco d’Italia per eccellenza.
A differenza del sommelier che
ordina, compra o regala il vino
abbinandolo alla pietanza, il con-
sumatore è affascinato da tutt’al-
tre “qualità” del vino: lo sceglie
per il rapporto qualità prezzo, il
territorio, le storie e il brand col-
legate al vino o all’azienda e per-
sino per l’etichetta e la forma del-
la bottiglia che superano anche i
giudizi delle guide. Poca conside-
razione viene data alla gradazio-
ne alcolica: modificando i con-
sumi del vino verso i pasti serali
l’aspetto potrebbe passare giu-
stamente in secondo piano.
Quello che manca totalmente,
come criterio di scelta è la rispo-
sta “dipende da ciò che mangio”;
l’abbinamento è solo un nostro
dilemma; non ci resta che cerca-
re di portare avanti la nostra di-
dattica e diffonderla il più pos-
sibile perché fare un corso da
sommelier significa farsi un re-
galo per aumentare uno dei pia-
ceri della vita.
Se è vero che di vino si legge sem-
pre meno, è altrettanto vero che
il consumatore è comunque in-
formato e anche se pensa di ac-
quistare il prodotto autono-
mamente, di fatto l’influenza
esercitata da molti blog fru-
ibili con un semplice click è
sicuramente notevole sul suo
inconscio e viene richiamata
al momento della scelta.
Il presente e soprattutto il fu-
turo corrono sul web e dobbia-
mo iniziare a correre anche noi
se vogliamo rimanere al passo.
Editoriale del Presidente
_ Domenico Balducci
5