Però, fermiamoci un attimo a ragionare! La car-
ne di serpente, o meglio di alcuni serpenti, che sia
cotta fritta o alla griglia ha lo stesso identico sapore
del pollo. Le carni dei grilli e cavallette fritte asso-
migliano molto a quelle dei gamberi (da eperienze
personali in estremo oriente). Se doveste mangiarli
senza sapere e vedere, con qualcuno che vi toglie
zampine ed ali, sono sicuro che ne consumereste
un piatto intero. Poi, quando ve lo diranno, forse
andrete a vomitare, facendo lavorare cervello e
suggestioni, oppure esulterete: “sono squisiti!”.
Noi abbiamo la sana cultura ed il buon senso di ve-
dere un cane come nostro fedele amico ed abbiamo
la sensibilità di amarlo e coccolarlo, esattamente
come componenete la nostra famiglia.
Gli asiatici invece lo vedono allo stesso modo in cui
noi vediamo e consideriamo un maialino: carne da
mangiare. Che un maiale sia più stupido, meno
intelligente e più pulito di un cane? Beh, ci sono
famiglie in Cambogia e Vietnam che lo adottano
come un cane (però poi se lo mangiano) ed alcu-
ni scienziati ritengono che i due animali siano di
pari intelligenza. La stessa cosa potremmo dire di
una mucca nei confronti di un cavallo. E il gatto?
Quante persone in passato nel nostro paese, so-
prattutto nei periodi bellici, se ne sono cibate? Cer-
to, per necessità di sopravvivenza. Nacque anche
il detto “Vicentin magna gatti”. Anche io ho una
bellissima micia certosina ed è assoluta compone-
nete della mia famiglia e…guai a chi la tocca: ci
mancherebbe!
Ci dissociamo quindi e condanniamo in toto
quanti mancano di rispetto, di amore e tendono
a far del male ai nostri fedelissimi amici. Ma
ancora, questi sentimenti verso gli animali
non sono condivisi da molte altre popolazio-
ni, non solo asiatiche, ma anche africane,
polinesiane, messicane e sudamericane.
Certo, molte di queste hanno condivi-
so anche il cannibalismo; figuriamo-
ci quale importanza possa avere loro
cibarsi di animali consacrati dalla
civilta europea. Ancora per
loro cultura l’animale deve
soffrire il più possibile
nel momento in
cui viene ucciso,
perché il sapore delle carni diventa più forte. Esat-
tamente l’opposto di quanto si faccia in occidente
dove questo deve essere tenuto calmo e rispettato
anche nelle tecniche di esecuzione.
Gli animalisti svenirebbero ad una idea del genere
e siccome lo sono anch’io, a tal punto che ho eli-
minato carne e salumi dalla mia dieta, buttando-
mi esclusivamente sui formaggi, vorrei evitare di
svenire insieme a loro. Sono però un animalista
strano, di parte e discriminante, perché purtrop-
po ancora non rinuncio al pesce; forse perché non
ci penso. Infatti, proprio per questo motivo sotto
l’aspetto enologico sono più bianchista che rossi-
sta. E…i nostri insetti, che consideriamo ancor più
viscidi dei serpenti e spesso fastidiosi? E coloro i
quali soffrono di aracnofobia e di conseguenza
odiano tutti gli altri animaletti? Beh…è meglio che
non vadano avanti con la lettura dell’articolo.
Quindi, gli entomofagi (mangiatori di insetti) non
sono così schizzinosi e ne consegue che il loro
menu sia decisamente ampio. Del resto molti di
questi non hanno il supermarket a portata di mano
e tante tribù lo hanno sempre fatto per motivi di
sopravvivenza; come si suol dire “o mangi la mine-
stra o salti la finestra”.
Le popolazioni centroamericane consumano ad-
dirittura cimici vive avvolte nelle tortillas. In
Messico, uno dei piatti ritenuto fra i più deliziosi
sono le uova di mosca affogate nel cioccolato. Al-
tre genti si cibano invece di uova di formica. Molte
delle popolazioni africane sono avidi di tutto ciò
sia strisciante. Gli abitanti delle isole Vanuatu (est
dell’Australia), e non sono poi gli unici, si cibano
di volpi volanti come in Italia si fa con il pollo. Ma
la grande cultura dell’entomogastronomia regna in
tutti i paesi dell’Estremo Oriente: dalla Cina all’In-
donesia. Qui addirittura si va oltre e si consumano
alla griglia topi di risaia ed un’altra specie che vive
all’interno delle grandi canne di bambù.
Spiedini di bachi da seta,
una prelibatezza in Cina.
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