Sommeliers Magazine Marche n. 27 - page 6

Tre miliardi di persone al mondo si cibano quasi
quotidianamente di insetti, e tutti dicono che sia-
no squisiti. Anche se a noi suonano male non si
può chiudere gli occhi e tapparsi le orecchie da-
vanti a fatti che coinvolgono così tanti esseri uma-
ni. Siamo indubbiamente portati per nostra cultu-
ra a considerarli incivili, selvaggi o schiavi assoluti
della miseria più nera per ridursi a tanto.
Eppure no! Gli insetti in cucina sono entrati anche
nei club più esclusivi di New York. Masochismo,
snobbismo, trasgressione, curiosità modaiola, vo-
glia di essere diversi dalla cultura occidentale o per
avvicinarsi a quella orientale, o solo per noia? Non
si sa! Certo è che nella nostra cultura italiana ed
europea siamo abituati a pensare che un serpen-
te sia un’animale viscido e schifoso e un’anguilla
invece, ancora più viscida, una prelibatezza. Ave-
te mai pensato a che cos’è il miele? È il prodotto
vomitato delle api che si nutrono di polline! Ma
come, allora questo lo mangiamo? E poi, moltissi-
ma gente ne va letteralmente pazza.
Allora c’è qualcosa che non funziona. Che abbia-
no ragione gli orientali? Ad onor del vero diciamo
pure che davanti ad una frittura di calamaretti e
scampi e un piatto di grilli fritti qualsiasi italiano
non avrebbe dubbio nella scelta. Ma se poniamo
il problema a un cinese o a un laotiano la rispo-
sta sarebbe, sorprendentemente per noi, opposta.
Voi direte: “ma io non sono ne cinese ne laotiano”
ed avete ragione. Evviva l’amatriciana, evviva la
porchetta! Che ognuno quindi si cibi come madre
natura ci ha insegnato.
Un insetto
mio piatto
nel
E Voi... li mangereste?
Gualberto Compagnucci
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