Ritornando sugli “effetti benefici” di questo vino,
lasciando da parte le discussioni mediche, non
possiamo negare che tutti i sensi sono deliziati e
travolti nel degustare un Franciacorta, fine ed ele-
gante come si addice ad ogni Metodo Classico che
si rispetti a prescindere da chi ne sia lo specifico
produttore. Alla vista il perlage esalta il colore che
va dal paglierino con luminosi riflessi verdolini, al
paglierino dorato fino ad arrivare all’oro lucido a
seconda delle tipologie. L’olfatto viene inebriato
dai profumi di lieviti e crosta di pane, biscotto,
burro fuso e miele, dalle note fruttate di ananas,
pesca ,agrumi, nocciola tostata fiori di mimosa per
arrivare fino a sentori minerali. In bocca avvolge
il palato in un abbraccio cremoso ed intenso, di
elegante freschezza e sapidità. Molti piatti della cu-
cina locale e della tradizione si accompagnano alle
bollicine di Franciacorta, che devono essere cor-
rettamente interpretate come un vino per l’intero
pasto e non soltanto per il brindisi.
Il manzo all’olio di Rovato si abbina perfettamente
al Franciacorta Pas Dosè, la tinca al forno di Clusa-
ne con il Franciacorta Extra Brut, i casoncelli con
il Brut, la polenta di gamberi con il Franciacorta
Rosè e il Franciacorta Demi Sec con la Robiola bre-
sciana e il Salva cremasco DOP.
Ormai il nome di questo territorio si identifica in-
dissolubilmente nel suo vino simbolo ma ci sono
anche i vini fermi denominati Curtefranca per non
incorrere in alcuna sovrapposizione. Ripercorren-
do la storia enologica, prima del medico Conforti,
si scopre che in realtà c’è una tradizione ben più
antica e radicata legata in particolare del vino ros-
so. “Il rosso dei mezzadri” era ottenuto mescolan-
do diverse tipologie di uve per lo più autoctone fino
a quando gli scambi commerciali non hanno favo-
rito l’impianto di vitigni di importazione.
Da allora il panorama vitivinicolo è radicalmen-
te cambiato, i nuovi vigneti sono stati realizzati
secondo gli standard previsti per la viticoltura di
elevata qualità. Il Curtefranaca bianco DOC, con
netta prevalenza di Cardonnay, ha una concentra-
zione fruttato-aromatica di tutto rispetto con otti-
ma acidità e mineralità conferite dalle caratteristi-
che pedoclimatiche. Quelli di annata sono freschi
e non troppo impegnativi, ideali per piatti delicati.
Il Curtefranca rosso ottenuto con Cabernet Sauvi-
gnon, Cabernet Franc, Carmenère, Merlot e Pinot
Nero esprime la sua massima personalità sopratut-
to sui terreni dove è meno marcata l’origine more-
nica del sottosuolo.
L’eccellenza arriva dai vini che riportano la men-
zione Vigna, che derivano cioè da un singolo
vigneto identificato sulle mappe catastali. Una
produzione più bassa e una gradazione alcolica
minima superiore con un affinamento prolunga-
to almeno 8 mesi in botti di legno, lo rendono più
avvolgente e morbido, i profumi fruttati e erbacei
si fanno più complessi fino alla speziatura. Da gio-
vane si accompagna ai salumi e ai primi piatti con
sughi di carne, da maturo ai secondi della tradizio-
ne locale, di carne rossa e selvaggina.
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