Sommeliers Magazine Marche n. 32 - page 25

BIELORUSSIA
MOLDOVA
UCRAINA
CRIMEA
MAR
CASPIO
MAR NERO
ROMANIA
BULGARIA
TURCHIA
POLONIA
RUSSIA
RUSSIA
Sebastopoli
Odessa
Kiev
Jalta
Kerch
Durante tutto il tempo trascorso in mare a bordo
del battello a vapore, dalla darsena adiacente alla
dimora estiva dell’autocrate fino alla tenuta del
principe, negli occhi dei componenti la delegazio-
ne diplomatica al seguito dell’illustre ospite bril-
lavano i riverberi dorati dell’acqua, illuminando il
tragitto in attesa di poter delibare alcuni esemplari
della famosa collezione dei vini più rari e preziosi
al mondo, orgoglio e motivo di gioia dell’attempa-
to principe-enologo. Dopo aver visitato anche gli
angoli più remoti della tenuta ove nacque la storia
dello Champagne russo secondo la metodologia
francese, che il principe ebbe modo di apprendere
nei frequenti viaggi nella Champagne-Ardenne, gli
ospiti furono invitati a godersi un succulento pasto
a base di pietanze locali servite su magnifici piatti
di porcellana appartenuti a Caterina La Grande,
posati su sottopiatti in oro massiccio e, natural-
mente, i nettari più pregiati della cantina furono
serviti in antichi cristalli intarsiati.
Al termine del lauto pranzo un altro sopralluogo
attorno al tenimento, una visita al museo in cui il
generoso principe regalò antiche e ricercate coppe
da vino, una per ogni anno di età, allo carevič –
figlio dello zar – consegnando infine la chiave al
nuovo proprietario che ebbe cura di riporla in una
custodia speciale.
Il giorno successivo, Golitsyn si recò al Grande Pa-
lazzo Bianco di Nicola II a Livadija per ringraziare
l’imperatore dell’onore fattogli nell’averlo ricevuto
presso la sua tenuta. L’infinita munificenza del no-
bile, passando di mano la sua proprietà di Novyj
Svet, venne amplificata dal compiere un ulteriore
gesto degno degli antichi patriziati russi; regalò un
calice di cristallo della preziosissima collezione ri-
salente ai tempi di Elisabetta I e una bottiglia di
vino d’annata ad ogni rappresentante della diplo-
mazia in visita alla tenuta.
Nei primi periodi della grande espansione colonia-
le dei Greci nel Mar Mediterraneo e nel Ponto Eu-
sino, l’odierno Mar Nero, furono i commercianti
ionici ad introdurre il consumo del vino nell’antica
Teodosia attraverso lo stretto fra le antiche città di
Bisanzio e Calcedonia. Poi, tre secoli dopo, quando
la fama dei vini di Eracle già invase la penisola, i
dori provenienti da Eracle Pontica rifondarono la
colonia di Cherson portandosi appresso le prime
barbatelle dalla madre patria. Ancor più tardi, in-
torno al XIII secolo, sotto il dominio genovese, la
Crimea e soprattutto la città di Balaklava rivissero
brillanti momenti di sviluppo anche vitivinicolo.
Nell’era moderna, con l’avvento della rivoluzione
industriale e con la nomina del generale Michail
Semënovič Voroncov a governatore della Nuova
Russia sotto il riformista Alessandro II, la Crimea
conobbe un nuovo periodo di sviluppo. Spuntaro-
no ville e residenze lussuose, luoghi di villeggiatu-
ra, fu inaugurato un servizio di battelli a vapore e
furono impiantati nuovi vigneti, questa volta con
le migliori barbatelle provenienti dalla Francia,
dall’Italia, dalla Spagna e dalla Renania per volere
del generale noto anche a Tolstoj per la sua raffinata
intelligenza e per le strategie di guerra rese immor-
tali in uno dei suoi capolavori, il romanzo storico
di Chadži-Murat. Grazie all’alto ufficiale nacquero
le vinificazioni industriali, le prime cantine tecno-
logiche e un istituto enologico a Magarač. Duran-
te le sanguinose battaglie nella Guerra di Crimea
buona parte dei vigneti, attrezzature, documen-
tazioni e molti segreti acquisiti nelle tecnologie di
vinificazione andarono distrutti.
Il palazzo di Massandra
degli Stabilimenti Popolari
Conservieri di Massandra,
Crimea, Ucraina.
Monumento di Lev Sergeevi
Golitsyn presso l’antica
fortezza degli Stabilimenti
Popolari Conservieri di
Massandra, Crimea, Ucraina.
Il museo dello Champagne
a Noviy Svet fondato da
Lev Sergeevi Golitsyn
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