Per veder rifiorire l’enologia locale bisogna atten-
dere l’anno 1878 quando, a Novyj Svet, nei pressi di
Sudak, il poco più che trentenne principe Golitsyn
fonda la sua impresa producendo Champagne di
alta qualità con il metodo francese. Rapidamente
lungo le coste assolate del Mar Nero fanno capo-
lino altre aziende agricole e successivamente cre-
scono giganti come Massandra sotto la direzione
dell’ormai noto, anche oltre confine, Golitsyn al
quale fu affidata la supervisione sulla realizzazio-
ne della cantina più grande di tutte le Russie, dove
ancora oggi si diramano sette gallerie sotterranee
disposte su due livelli, della lunghezza di centocin-
quanta metri ognuna per quattro e mezzo di lar-
ghezza, tutte ventilate, che assicurano una tempe-
ratura costante di dodici-quindici gradi, ottimali
per l’affinamento dei vini dolci e fortificati in un
microclima rarissimo dove evolvono alcuni fra i
nettari più emozionanti al mondo.
Durante gli anni della rivoluzione Russa le bottiglie
furono nascoste e, al rinvenimento, con la caduta
dell’Impero, Stalin ordinò di raccogliere tutti i vini
presenti nei palazzi degli zar per conglobarli nella
mirabile collezione. Il Sancta Sanctorum di Mas-
sandra, nonostante le vicissitudini dei due conflitti
mondiali, comprende centinaia di migliaia di bot-
tiglie di vini d’annata di età compresa tra 10 e 200
anni o più. Nel Tesoro si possono ammirare botti-
glie etichettate Jerez de la Frontera del 1775, Madei-
ra Ribero Secchi 1837, La Creme Christie del 1847,
Muscat Lunel 1848, Saperavi Teodosio 1883, Liva-
dia Red 1894, scampate al gesto scellerato dei tede-
schi che dopo la presa di Yalta versarono nel mare
tutto il vino rimasto nei serbatoi ma per fortuna la
collezione di 57.000 bottiglie fu trasferita a Tbili-
si, nell’attuale capitale georgiana, appena in tempo
per sottrarsi all’avanzata dell’esercito nazista verso
le coste meridionali della Crimea.
A volte, in occasioni speciali, alcune bottiglie del-
la collezione Massandra – attualmente inserita nel
Guinness dei primati come la più grande raccol-
ta al mondo, con un milione di bottiglie che sur-
classano il precedente record francese di 800.000
esemplari – sono aggiudicate alla committenza più
esigente delle case d’asta internazionali per cifre
esorbitanti.
I vitigni francesi importati da Golitsyn raggiunsero
anche le rive del lago Abrau e furono impiantate nei
dintorni di Abrau Durso, un piccolo villaggio sotto
la giurisdizione amministrativa della città di No-
vorossijsk, nella regione di Krasnodar, in cui lo zar
Alessandro III nominò il popolare principe-enolo-
go Ispettore dei Vigneti Reali. La cantina dell’Impe-
ro fu fondata con lo scopo di rifornire tutte le corti
dello zar. Il principe, oltre ai vitigni di Chardonnay,
Pinot Meunier, Pinot Noir e al magnifico Riesling
Rhine portò con sé anche un team di enologi quali-
ficati provenienti dalla Francia, ma che durante gli
anni della rivoluzione fuggirono in patria. Il loro la-
voro fu proseguito dagli apprendisti russi e sotto il
periodo sovietico lo spumante fu commercializzato
per il popolo con il nome
Sovetskoje
Šampanskoje
(Советское Шампанское), a tutt’oggi reperibile.
L’azienda, oltre alla produzione massiva di medio
livello, ha ripristinato linee produttive di alta qua-
lità offrendo altresì numerosi servizi di supporto al
core business, come attività di ristorazione, ricet-
tiva e di relaxing rivolti ai ricchi magnati in visita
nella lussureggiante Regione vitivinicola – la più
importante dell’odierna Russia.
Anche la SKP Praskovejskoje, poco distante dalla
città di Budënnovsk, è stata fondata nel lontano
1898 con lo scopo di immagazzinare il vino per
conto delle autorità fiscali del distretto di Stavro-
pol, sterminato territorio agricolo e suolo vocato
per le leggendarie acque acidule che sgorgano da
La sala degustazioni
di Massandra (foto a lato)
Una delle sette gallerie
sotterranee della cantina
di Massandra
Planimetria delle cantine
sotterranee di Massandra
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