Sommeliers Marche Magazine 50 - page 33

Già ampiamente raccontata in passato la storia del-
lo Stoccafisso con la sua epopèa che parte dal 1431
con il naufragio alle Lofoten della caracca venezia-
na Querina comandata da messer Pietro Querini e
che si concluse sei mesi dopo con il ritorno di que-
sti a Venezia con piccola parte del suo equipaggio
ed alcune balle di pesce Stocco.
Il piatto, dopo aver rischiato di scomparire dalla
scena dorica, venne ripreso quando fondammo al
Fortino Napoleonico l’Accademia dello Stoccafisso
all’anconitana e successivamente Re Stocco.
Eravamo in quattro: me scrivente, Aldo Roscio-
ni, Terenzio Montesi e Roberto Farroni, quando
in un assolato pomeriggio estivo del 1997 seduti
nella corte del Fortino decidemmo di far qualcosa
in merito; qualche anno più tardi partì anche Re
Stocco ancora con me e Bernardo Marinelli. Da lì
ad oggi lo Stoccafisso all’anconitana è tornato ad
essere il piatto alfiere della città e oltre.
Ho avuto modo di raccontare la sua avvincente
storia in due specifiche riunioni conviviali con
l’Accademia della Cucina e ancora con Slow Food
per le rispettive condotte territoriali e con tanto di
ricetta depositata nella casa comunale ed altri piat-
ti da me creati con i miei chef come il Vincistocco,
il Ristocco ecc... riprese dal mio nuovo libro. I pre-
senti dei due sodalizi sono rimasti letteralmente
sorpresi nello scorrere le immagini della presenta-
zione e le relative disquisizioni storiche.
Per ricordare i 500 anni da allora le autorità dell’i-
sola di Rost hanno addirittura eretto una lapide a
ricordo dell’avventura e del naufragio del coman-
dante Pietro Querini e del suo equipaggio.
I sedici superstiti che vennero ospitati dalle tribù
Sami riuscirono persino ad impollinare la razza
dell’isola ed infatti ancora oggi molti giovani han-
no capelli biondi e occhi castani oppure capelli
castani e occhi blu: sono i posteri di quei gentiluo-
mini italiani che approfittarono delle donne Sami,
sicuramente in gran parte compiacenti.
Ancona ha dei forti legami con la Norvegia perché
subito dopo il secondo conflitto mondiale costruì
diversi bastimenti per loro ed ancora oggi la com-
pagnia Viking approfitta dei nostri cantieri navali.
Allora, con le prime imbarcazioni varate, si pagò
parte delle opere con una certa quantità di Stoc-
cafissi viste le scarse risorse economiche del Paese
nordico stracciato dalla guerra.
Spesso riceviamo visite di politici e amministra-
tori delle Lofoten che vengono a godere dell’eccel-
lenza del nostro piatto, visto che loro lo fanno solo
bollito con patate ed irrorato di burro fuso. In un
ultimo incontro ad Ancona uno di loro disse:
“Noi lo sappiamo pescare, lo sappiamo essiccare,
ma non lo sappiamo
cucinare... voi invece
ne siete i maestri”.
PER SLOW FOOD E ACCADEMIA DELLA CUCINA
STOCKFISH STORY
Gualberto Compagnucci
Pietro Querini, ritratto.
Lapide eretta a Rost in
memoria del naufragio
della Querina (foto a lato).
Rost, isole Lofoten, Norvegia
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