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In pieno tempo di
insania
carnascialesca giovedì 20 feb-
braio la sempre ospitale location di Filotea ha aperto le
porte ad un evento molto atteso, una serata alla scoperta
dell’affascinante mondo del “cibo degli dei” (etimologi-
camente, “
theobroma
”), in connubio con distillati im-
maginabili ma non scontati.
L’ineffabile Gualberto Compagnucci, dopo aver amma-
liato il folto pubblico presente con un
excursus
storico-
descrittivo sul cacao, ha introdotto due eccellenze della
cioccolateria italiana, Bodrato Cremino al sale Maldon e,
soprattutto, Domori tavoletta Criollo 80%; due prodotti
certamente diversi per tipologia ma assolutamente pari
per finezza qualitativa.
Per i conoscitori ed appassionati non è stata una sorpresa
la cremosità del Domori, prodotto da una varietà rara e
“fragile” che la
maison
di Gianluca Franzoni ha letteral-
mente salvato dall’estinzione,
dando vita in Venezuela alla più
grande piantagione al mondo;
dopo lo
snap
, al palato si sono
offerti aromi di fichi secchi,
datteri e uva passa, meraviglio-
si nella sensazione di rotonda e
avvolgente dolcezza.
Dal sapore equilibrato, il
bon bon
dell’antica azienda
dolciaria Bodrato si è presentato in tutta la sua vellutata
consistenza, con la golosa gianduja unita alla sfizio-
sa particolarità del sale Maldon: prodotto nella contea
inglese dell’Essex, è molto croccante e friabile, di lenta
scioglievolezza e crea notevoli giochi di sapori per la più
lunga interazione con il cacao.
Tre, invece, i distillati selezionati per l’abbinamento,
nell’ordine, rispettivamente, Cognac Hine Rare V.S.O.P.
Fine Champagne; Kura The Whisky Rum Cask Finish
Blended Malt; Maison La Mauny Rhum Vieux Agricole
La Martinique A.O.C.
Il Cognac ha subito catturato l’olfatto con profumi stu-
pendi di caramello, datteri, albicocca secca, cioccolato,
cuoio e vaniglia, poi il gusto con una cremosità che evoca
la pasta frolla calda. Sorprendente il whisky, non solo per
la sua provenienza nipponica, ma anche per la spiccata
nota salmastra, unita a riconoscimenti di sandalo e le-
gno. Di carattere l’“
agricole
” dei Caraibi francesi, molto
profumato con note di albicocca, tabacco nobile, spezie
(cannella, noce moscata) e congruente in bocca, con de-
sinenze di confettura di arance amare e vaniglia.
Magiche sensazioni, talora inusitate, ma... che dire? Alla
prova dell’abbinamento l’eleganza del cognac ha finito
per prevalere sugli altri due, realizzando con entrambi i
cioccolati una sublime fusione.
Parbleu!
CIOCCOLATO & DISTILLATI
I PRELIBATI ABBINAMENTI DEL MAESTRO
Patrizia Zega
Sommelier
Ci veniva offerta (...) una crema al cioccolato
(...) fuggitiva e leggera come un lavoro di occasione
in cui avesse spiegato tutto il suo talento
Marcel Proust
, Alla ricerca del tempo perduto.
Dalla parte di Swann
Carbonara al cioccolato