Chiesa di Saint-Claire
de Préhy
Come molti vini francesi ma anche di certi vitigni
il nome Chablis ci dà senso di eleganza: il fascino
della lingua francese. È sicuramente uno dei
vini più riconosciuti ed apprezzati al mondo dai
palati più raffinati. Sarà appunto il nome o la sua
personalità ad ammiccare? Ma anche il vitigno
da cui nasce, cioè lo chardonnay gode delle stesse
considerazioni. È un vino che nel suo territorio
ha una classificazione di quattro steps e quindi
generalmente lo si giudica in ragione di ciò.
Prima di giungere a lui parliamo però del vitigno.
Secondo le ricerche più attendibili sembra che lo
chardonnay sia nato nel periodo carolingio quindi
nell’800 d.C. da un ibridismo naturale tra il pinot
noire e il gouais blanc, quest’ultimo vitigno di
supposta origine slava.
Io stesso sentii però raccontare alla Maison
Taittinger di Reims, e con certa convinzione,
che secondo loro fu il Comtes de Champagne
Thibaut IV Taittinger a portarlo da Gerusalemme
nella prima metà del XIII secolo dove partecipò
alla quinta crociata. Vero o non vero, seppur
considerando che lo chardonnay abbia forse origini
ebraiche e qualcuno dice addirittura persiane, la
storia è sempre da mettere un po’ in dubbio o per
lo meno in discussione, quindi è preferibile seguire
la scienza. Dall’incrocio pinot noire e chardonnay
sembra siano nati poi per mutazione genetica di
questo anche il pinot blanc e il pinot gris.
Comunque lo chardonnay venne poi accudito
nell’omonimo villaggio sito nel Mâconnais da
ordini monastici e di seguito raggiungendo il
nord della Borgogna dai monaci dell’ Abbazia di
Pontigny situata nella Yonne e che diedero quindi
vita allo Chablis.
Lo chardonnay è da considerare senza ombra di
dubbio il vitigno bianco internazionale più diffuso
al mondo, in quanto riesce ad adattarsi benissimo
a qualsiasi condizione climatica e dà origine
appunto a blasonate etichette, Champagne incluso.
Gualberto Compagnucci
GRANDI VINI MONDIALI
NOBILTÀ DELLO CHARDONNAY
Chablis
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