«Ti ringrazio per le cipolle e l’aglio che mi hai fatto
recapitare da Ferrara. Il Re non sarebbe stato più
felice anche se fossero state delle perle pregiate ...»
;
così ringraziò la Regina nel consueto stile epistola-
re dell’epoca, in una delle sue lettere missive rivolte
alla sorella Eleonora, duchessa di Ferrara nonché
di Modena e Reggio. La celebrazione delle regali
nozze di Mattia Corvino con Beatrice d’Aragona,
figlia del re di Napoli, Ferdinando I, consegnò alla
storia dell’Europa un evento epocale per lo sfarzo
delle vesti, l’opulenza delle stoviglie in oro massic-
cio e le pietanze elaborate. Al seguito della Prin-
cipessa di Napoli giunsero alla corte del Regnante
mecenate i cuochi e i pasticcieri partenopei intro-
ducendo nuovi ingredienti, preparazioni e proce-
dimenti innovativi dell’arte culinaria italiana.
Il XV secolo, caratterizzato dal magnificente regno
di
“
Mattia il Giusto”, così definito dai sudditi per la
sua capacità di giudicare con equità, monarca illu-
minato e patrocinatore delle arti, rappresentò l’età
aurea della storia e della gastronomia ungherese.
Per appagare inoltre le esigenze dell’estrosa moglie,
donna colta e raffinata che instaurò un’inflessibile
etichetta, si normarono e ingentilirono i fondamen-
ti del cerimoniale del castello di Buda e sempre con
la mediazione della Regina fu introdotto l’uso della
forchetta a convivio tra le regole di buona creanza.
Da Beatrice fu abolita la tenuta della tavola peren-
nemente imbandita e furono per la prima volta
selezionati con molta cura i convitati ai banchetti
reali. Il buon vino, che fino ad allora scorse genero-
so, non fu più un nettare euforizzante liberamente
disponibile per il diletto di una pletora di umanisti
e teologi, architetti e orafi, poeti e pittori, armaioli
e astronomi ammessi a corte. Artisti e abili artigia-
ni dovettero realizzare stoviglie e posate d’oro fine-
mente lavorate a cesello, mentre i cuochi più capaci
godettero di molta considerazione al punto di esse-
re elevati al rango di proprietari terrieri dai reggen-
ti gli alti uffici. Da quel momento in poi, come per
incanto, l’avvolgente aroma agrodolce delle cipolle
divenne la colonna portante di una miriade di salse
nobili e la tavola ungarica, che conobbe la prima
rinascenza culinaria, non fu più la stessa fino alla
comparsa della più spartana paprica sempre pre-
sente nell’odierna cucina di estrazione paesana.
Eva Kottrova
Sommelier
Statua equestre di Mattia
Corvino di fronte alla chiesa
di San Michele Arcangelo,
Cluj-Napoca, Transilvania,
Romania
CULTURA E ARTE CULINARIA ITALIANA
ALLA CORTE DI MATTIA CORVINO
MathiasRexHungarie
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