I
Petite Chablis
sono alquanto considerati per la
loro caratterisca leggerezza e per i loro profumi
fruttati che li distinguono dai normali Chablis,
ma anche dai
Cru climat
che spesso manifestano
sensazioni un po’ sulfuree e che gli amanti della
mineralità associano poi alla pietra focaia, o come
dicono i francesi
poudre à canon
o
fusil
(polvere di
cannone o di fucile).
Questi sono assolutamente da apprezzare nella
loro giovinezza visto che per minor struttura non
riescono ad affrontare il tempo come gli altri più
blasonati. Comunque deliziosi sono i loro profumi
erbaceo-agrumati che li rende graditissimi soprat
tutto nelle stagioni calde.
Considerando ora che lo Chablis sia il vino bianco
più noto e celebrato al mondo e secondo soltanto
allo Champagne il suo stile gode, o soffre, di molte
emulazioni soprattutto da parte dei produttori
americani.
Ha comunque fatto scuola nell’orientamento dei
moderni vini bianchi, ma la sovraproduzione de-
gli ultimi decenni lo ha forse un pò stretto all’an-
golo e comunque aggredito anche dalla concorren-
za dei nuovi Paesi, seppur da diversi vitigni e vedi,
citandone solo uno quale esempio, il caso dei me-
ravigliosi Sauvignon neozelandesi di Marlborou-
gh, ma si possono aggiungere molte altre realtà
come i Riesling, ecc.
C’è da considerare poi la suscettibilità dei tan-
ti odierni amanti del vino che si lasciano am-
maliare dalle mode tra vini naturali e/o biodi-
namici nonché i resuscitati orange wine. Lo
Chablis ha comunque siglato la storia del vi-
no bianco nel mondo.
Gli abbinamenti
Concediamo alle due categorie dei Cru i
piatti più importanti della cucina di mare
e non solo come rombi al forno con patate,
grigliate e fritture di pesce. Assolutamente
apprezzabili sulle ostriche crude, capesan-
te al forno ed altri molluschi bivalve come
le cozze impanate cotte ancora al forno.
Non si disdegna ovviamente il Sushi, ma senza
il piccante Wasabi, ed anche il Sashimi o più
semplicemente i crudi di mare; nella cucina
moderna è purtroppo difficile parlare e classificare
i piatti e gli abbinamenti.
In quella più tradizionale italiana a questi aggiungo
lasagne bianche di mare ma anche ai formaggi e
non mi esimo di considerare una bella carbonara
e cacio e pepe, pur essendo questi piatti amanti
appunto se non per tradizione dei vini bianchi
mediterranei. Con le carni li ho a volte apprezzati
sul vitello tonnato.
Gli
Chablis
e
Petite Chablis
, per la loro maggior
freschezza, preferisco gli antipasti di mare ma
non troppo unti di olio evo e quindi anche a
tutti i crostacei bolliti e magari accompagnati da
buona maionese, salmone affumicato, nonché
sposarli a risotti e paste ai crostacei o alla ma
rinara, ovviamente sempre in salse bianche. Si
possono abbinare anche ad un tranquillo, o se
vogliamo banale, prosciutto e melone e nella sua
semplicità, ho avuto una bella piacevolezza anche
con la mozzarella di bufala. Mi sembra superfluo
ricordare l’ostilità del pomodoro con i vini bianchi.
Collegiale di Saint-Martin
Il fiume Serein che attraversa Chablis
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