La 54^ edizione del Vinitaly chiude con un netto
orientamento al business, con una forte presenza
di wine lover nella città scaligera e il record stori-
co di incidenza di buyer stranieri (25000 da 139
paesi) nonostante le restrizioni sugli spostamenti.
Il presidente di Veronafiere, Maurizio Danese, ha
commentato:
“il ruolo delle fiere è sempre più legato
alle aziende che si affacciano al di fuori dei confini
nazionali. Vinitaly si è concentrato in particolar mo-
do all’internazionalizzazione, anche a favore delle
piccole e medie aziende che sempre più credono nel
nostro format”
. Giovanni Mantovani, direttore ge-
nerale di Veronafiere, spiega che l’esposizione si è
chiusa raggiungendo gli obiettivi prefissati: il record
dei buyer stranieri, per nulla scontato in questo pe-
riodo storico così difficile sul piano congiunturale e
geopolitico. Tra i più presenti americani e tedeschi,
a seguire inglesi, canadesi e cinesi. Bene, nel com-
penso, la presenza dal continente europeo che ha
rappresentato i due terzi del totale e incoraggiante
quella dei paesi dell’estremo sud-est asiatico.
Con 107 aziende e oltre 1000 metri quadrati, il vi-
gneto marchigiano si è proposto al Vinitaly forte dei
grandi successi avuti negli ultimi periodi.
Tanti appuntamenti a celebrare le nostre eccellen-
ze, tra cui la nuova DOCG della Regione, il Castelli
di Jesi Verdicchio Superiore che dal prossimo anno
“trasloca” dalla DOC alla DOCG implementando
la produzione delle eccellenze delle Marche. Nei
padiglioni del Vinitaly è stato proclamato il nuovo
Presidente dell’Istituto Marchigiano Tutela Vini,
Michele Bernetti, titolare della cantina Umani
Ronchi.
“L’impegno che porteremo avanti, dichiara
Bernetti, ha una trasversalità che riguarda tutte le
DO marchigiane: incrementare il valore del prodotto
e la ridistribuzione dello stesso su tutta la filiera”
.
“La lungimiranza delle politiche regionali ha per-
messo ai vini marchigiani di uscire dal cono d’ombra
lasciato dai grandi nomi italiani”
, ha illustrato il vi-
ce governatore della Regione Marche Mirco Carloni
che, insieme al Presidente Francesco Acquaroli,
hanno reso omaggio ai nostri produttori. “
Le Marche
– commenta Carloni –
sono una regione plurale, ric-
ca di caratteristiche varietali che la rendono unica
e allo stesso tempo complessa. Queste caratteristiche
dovrebbero fare da base al sistema per valorizzare le
produzioni agricole e il turismo, lavorare coralmente
per definire un percorso che possa portare alla cresci-
ta non solo qualitativa dei prodotti ma anche dell’ac-
coglienza osservando le regole della nuova legge sul
turismo enogastronomico”
.
L’entusiasmo si è notato anche da parte del Consorzio
Vini Piceni, l’ente che tutela le denominazioni del
sud delle Marche, e che rappresenta circa il 52% della
produzione enologica marchigiana con una notevo-
le fetta di biologico certificato.
“Abbiamo iniziato la
fiera
– commenta di Giorgio Savini, presidente del
CVP –
con l’incertezza che si è vissuta negli ultimi
anni, ma pian piano si è trasformata in una grande
sferzata di fiducia, l’eccitazione percepita nei giorni
del Vinitaly ci ha fatto tornare il sorriso e sperare in
una piena ripresa delle attività”
. Il CVP nei giorni
della fiera ha presentato la nuova campagna di co-
municazione utilizzando l’immagine del Guerriero
Piceno che indissolubilmente appartiene alla cultura
di questo territorio. La nuova campagna di comu-
nicazione
“Piceno Veritas”
(nel Piceno c’è la verità)
gioca con l’espressione latina
“in vino veritas”
, a sot-
tolineare l’attaccamento alla coltura/cultura della vi-
te nel territorio dove, come antichi guerrieri Piceni,
lavorano con coraggio, orgoglio e determinazione le
nuove generazioni di vignaioli. Il guerriero, invece di
sfoderare la spada, brandisce un calice e suggerisce
“
alcuni vini invecchiano, i nostri passano alla storia”
.
Diversi riconoscimenti sono stati attribuiti alle no-
stre aziende: la Cantina Centanni di Montefiore
dell’Aso, miglior cantina biologica 2022; Terre
Cortesi Moncaro, trofeo Gran Vinitaly 2022 –
Cantina dell’anno; miglior vino bianco il Verdicchio
dei Castelli di Jesi classico superiore “Fondiglie”
2021 Moncaro e miglior vino biodinamico il
Verdicchio dei Castelli di Jesi “Ergo sum” 2020 di
Montecappone.
UN’EDIZIONE DI SUCCESSI
VINITALY 2022
Stefano Isidori
Presidente AIS Marche
Da sinistra: Michele Bernetti,
Presidente dell’Istituto
Marchigiano Tutela Vini;
Francesco Acquaroli,
Presidente Regione Marche;
Giorgio Savini, Presidente
del Consorzio Vini Piceni.
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