GRANDS
ECHÉZEAUX
ECHÉZEAUX
LESBEAUXMONTS
AUXBRÛLÉES
CROS PARANTOUX
RICHEBOURG
LESREIGNOTS
CHAMPS PERDRIX
PETITSMONTS
LES SUCHOTS
LAGRANDERUE
MALCONSORTS
LESCHAUMES
CLOSDERÉAS
AUXRÉAS
MUSIGNY
NUITS-SAINT-GEORGES
VOSNE
ROMANÉE
ROMANÉE-
ST-VIVANT
ROMANÉE-
ST-VIVANT
LES SUCHOTS
ENORVEAUX
ENORVEAUX
ENORVEAUX
AUXBRÛLÉES
LESROUGES
DUBAS
LAROMANÉE/
ROMANÉECONTI
VOSNE
ROMANÉE
Grand Cru
Premier Cru
A.O.C. Village
VOUGEOT
Il villaggio di Vosne Romaèe
Da sempre quindi la Borgogna con i suoi
Grand Cru Climat rappresenta indubbia-
mente il top dell’enologia d’oltre Alpe ed il
massimo dell’ opulenza enologica mondia-
le soprattutto con i suoi grandi Pinot noir;
del resto basta vedere i prezzi di molti di
questi che vanno purtroppo oltre l’ im-
maginazione e la decenza.
La porta più settentrionale della Borgo-
gna è la Yonne, che ingloba lo Chablis e
l’Auxerrois, ad oltre un centinaio di chi-
lometri dal capoluogo Dijon e termina
nel Beaujolais sopra la città di Lione che
annuncia poi la Vallée du Rhòne. Vi sono
quidi i territori franchi tra la Yonne e Di-
jon e dal capoluogo si scende verso sud con la Côtè
D’or che include quelli de la Nuit e de la Beaune,
per riprendere il percorso verso lo Chalonnaise, il
Mâconnaise e finire appunto nel Beaujolais.
Fra i 9 più vocati comuni de la Côtes du Nuit, Vo-
sne Romanèe è indubbiamente il più rappresen-
tativo in quanto ospita il Gotha dei Grand Cru
Climat, quelli che poi fanno impazzire i mercati.
Il comune, o meglio villaggio, ospita circa 500 ani-
me e moltissime famiglie prestano opera presso le
tante aziende vitivinicole site nel territorio allarga-
to; territorio allargato perché poi vi sono i diversi
Premier Cru e ancor i Cru AOC di base.
Tra i Premier Cru più famosi abbiamo Les Beau-
monts, Aux Malconsort, Les Gaudichot, Les
Chaumes, Reignots, l’eccezionale piccolissi-
mo (circa 2 ettari) Cros Parantoux piantato
dal grande Henri Jayer che vale più di alcuni
Grand Cru, con una quotazione che raggiunge an-
che i 20.000 Euro a bottiglia; il vigneto, nato negli
anni 50, venne poi parcellato con Meo Camuzet e
il nipote di Jayer Emmanuel Rouget. Visto a una
certa distanza dalle colline prospicenti il
lieu dit
(in francese detto posto) di Vosne Romanèe appa-
re completamente immerso nei vigneti, diversi dei
quali appunto parcellati. Se ne contano 6 di Grand
Cru e partendo dall’imbattibile Romanèe Conti
di appena 1,8 ettari, a lungo conteso in passato tra
Francesco di Borbone principe di Conti e Madame
Pompadur e dove a metà settecento si vide il primo
di questi trionfare sulla proprietà.
Abbiamo poi tutt’ intorno Richebourg, La Tache,
per anni monopolio dei Conti e poi frazionato e
vi sono ancora i due minuscoli fazzoletti de la Ro-
manèe e la Grand Rue ed il più vasto Romanèe
Saint Vivant, e si fa per dire visto che ha un’e-
stensione totale di circa 8 ettari e parcellato con la
Domaine Romanèe Conti ed altri. Romanèe Saint
Vivant ha il primato di aver dato inizio nel 1241
alla storia del territorio vitivinicolo con i monaci
benedettini che si allunga ai giorni nostri.
Nell’attiguo comune di Flagey fanno poi da corni-
ce gli ancor meravigliosi Grand Cru di Echezeaux
e Grand Echezeaux. Non posso esimermi di ricor-
dare nelle vicinanze il piccolo vigneto Grand Cru
di Clos de Tart, di circa 7,5 ettari, sito nel comune
di Morey Saint Denis e confinante con Vougeot,
acquistato, per non farlo cadere in mano cinese,
dal proprietario bordolese di Château Latour e
come da cronaca ad una cifra pazzesca.
Domaine Romanèe Conti
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