LA MAGIA DELL’AVVENTO NELLA CITTÀ DI MOZART
Salzburger
Christkindlmarkt
«In principio era il Verbo, il Verbo era presso Dio e
il Verbo era Dio»
…
«E il Verbo si fece carne e ven-
ne ad abitare in mezzo a noi»
. Così narra l’unione
ipostatica della natura divina e quella umana rea-
lizzata in Cristo l’autore del quarto Vangelo, Gio-
vanni l’evangelista, “il discepolo che Gesù amava”,
colui che permase ai piedi della Croce con Maria
quando tutti gli altri apostoli erano già fuggiti. La
commemorazione del mistero dell’Incarnazione,
nella liturgia cristiana del rito romano, giunge al
culmine con la celebrazione della Natività prece-
duta dal
Tempus Adventūs Domini
– “Tempo della
Venuta del Signore”, l’Avvento.
Papa Gregorio Magno riorganizzò a fondo la li-
turgia romana tramandando antichi testi sacri e
componendone nuovi. Fu lui, nel settimo secolo,
a fissare le date delle giubilanti feste d’attesa del
Salvatore nelle quattro domeniche antecedenti la
notte di Natale, che poi, nel tredicesimo secolo, si
combinarono con le usanze più antiche dell’Avven-
to gallico, dalla pratica penitenziale, nel rappresen-
tare secondo l’iniziale esegesi i quattromila anni
che gli uomini avrebbero penato dopo aver com-
messo il peccato originale. Nel mentre i fedeli più
fervidi della Chiesa ortodossa osservano ancora
il digiuno della Natività che dura quaranta giorni
fino alla vigilia di Natale, consuetudine occidenta-
le originaria del V secolo ormai scomparsa, i più
laici predispongono lo spirito al giubilo e alla cor-
sa ai regali nei mercatini e negozi adornati a festa.
Nell’era moderna, l’Avvento rappresenta per lo più
un’esplosione di luci multicolori con allegorie e su-
blimi cantici che lodano l’Altissimo attorniato da
angeli gaudiosi, effluvi penetranti di dolci speziati
alla cannella e medicamentosi elisir fumanti, mi-
riadi di luccicanti addobbi natalizi in finissimo ve-
tro soffiato e giocattoli artigianali scolpiti in abeti
balsamici, ancora redolenti di odori grati di resina
ormai racchiusi solamente nella memoria della ve-
neranda canizie.
Eppure, all’improvviso, fanno nuovamente capo-
lino anno dopo anno negli stupefacenti mercatini
d’Avvento dell’Europa centrale capaci di incantare
chiunque, come quello che insiste sulla piazza an-
tistante l’imponente duomo e in Residenzplatz, nel
cuore del centro storico della pittoresca cittadina
di Salisburgo caratterizzata dalle sue cupole ba-
rocche, le facciate color pastello e le tipiche insegne
in ferro battuto dorato che indirizzano gli acquisti
della Getreidegasse.
Godersi il passeggio scandagliando la merce espo-
sta sulle bancarelle o chiacchierare frivolamente
con amici e familiari nel
Christkindlmarkt
, merca-
to del Bambin Gesù, tra alberi di Natale, presepi,
ghirlande, agrifogli, pigne colorate, krapfen, salsic-
ce e caldarroste con in mano la tradizionale tazza
di ceramica dipinta traboccante di
Glühwein
, vin
brulè bollente, per avversare i gelidi venti invernali
e scongiurare malanni di stagione, è un piacere a
cui difficilmente si può rinunciare.
Eva Kottrova
Sommelier
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