Glühwein
Wolfgang
Amadeus Mozart
Original Salzburger
Mozartkugel del Cafe
Konditorei Fürst
Nell’invocare le anime, così fece Odisseo alla so-
glia dell’Ade:
«… scavai una fossa d’un cubito, per
lungo e per largo, e intorno ad essa libai la libagione
dei morti, prima di miele e latte, poi di vino soa-
ve, la terza d’acqua: e spargevo bianca farina …».
Convertitasi pian piano dall’offerta sacrificale del
primordiale rituale libatorio, la pratica simposiaca
di misturare il vino con spezie, per lo più zafferano
e miele, si diffuse dall’antica Grecia verso Roma e
in tutte le sue province. Poi, tra le gelide mura dei
monasteri medioevali, nella silenziosa contempla-
zione tra rigorose privazioni e studi approfonditi, il
piacevole infuso dell’età classica si tramutò in una
vera e propria pozione galenica per lenire i malan-
ni della stagione fredda. Una manciata di chiodi
di garofano dalle proprietà analgesiche e
antinfiammatorie, una stecca dell’anti-
settica e battericida cannella, qualche
decorativo pericarpo di anice stellato
contenente i semi dai poteri carminativi
e stomatici furono di regola infusi nel mi-
scuglio di vino e miele o di zucchero.
Ogni cuciniere monastico, responsabile oltre che
della dispensa anche dei decotti officinali e far-
maceutici, potenziò secondo il gusto personale
la corroborante preparazione con l’aggiunta di
pepe, coriandolo o noce moscata, ma anche con
zenzero, scorza di limone, rondelle di mela o di
arancia e persino con sciroppo di mandarino o
l’esotico baccello di vaniglia.
Tuttora, nei mercatini natalizi, l’amabile vino aro-
matizzato si cuoce dolcemente nei grandi caldero-
ni mantenendolo a temperatura idonea per ralle-
grare l’animo e ritemprare il corpo raggelato.
“Uno
di acido, due di dolce, tre di forte, quattro di debole”
– sono le proporzioni degli ingredienti della ricetta
autentica del punch originario delle Indie Orienta-
li, un’altra ritemprante miscela per scaldare il cuo-
re divenuta tipica dell’Avvento mitteleuropeo. Una
parte di succo di limetta o limone, due di zucchero
o sciroppo, tre di rum delle Barbados, quattro di
tè nero e infine una stilla di Angostura, pulviscolo
di noce moscata e, per decorare, rondelle di limo-
ne, ma anche di arancia e volendo erbe aromatiche
alpine... et voilà, si può sorseggiare la piacevole be-
vanda calda aggirandosi tra i banchi delle sugge-
stive casette in legno rischiarate da un’infinità di
luci artificiali che disegnano un cielo stellato.
Un rinvigorente girovagare all’aria aperta o un
sofisticato concerto natalizio all’interno della for-
tezza di Hohensalzburg o del palazzo Mirabell
preludono al perdersi tra i café storici della città
patrimonio dell’UNESCO, nella quale è doveroso
delibare lo scenografico e iconico soufflé dorato
Salzburger Nockerl
servito con salsa di lamponi –
dolce come l’amore e tenero come un bacio – spe-
cialità culinaria di Salisburgo a forma di cresta di
gallo, con zucchero a velo spolverato che richiama
alla mente la neve soffice delle cime circostanti.
Terminata l’esperienza gastronomica al Café Ba-
zar, un tempo frequentato dai grandi musicisti
oppure al Café Tomaselli, il più antico ancora in
funzione di tutta l’Austria e uno dei più famosi al
mondo, non si può fare a meno di varcare la so-
glia del Café Fürst se si vuole degustare l’autentico,
unico perfettamente tondo e originale
Mozart-
Konfekt
o
Mozartkugel
, quello avvolto nell’impal-
pabile foglio d’alluminio argentato a stampa blu
con l’effigie dell’ingegnoso talento universale, il
miracolo che Dio fece nascere a Salisburgo, Wolf-
gang Amadeus Mozart.
Le praline artigianali farcite di marzapane al pi-
stacchio, in un solenne abbraccio di soffice crema
gianduia, affogate nel cioccolato fondente, una sin-
fonia per il palato, furono ideate nel 1890 dal ma-
stro pasticciere Paul Fürst in onore del prodigioso
compositore. Le famosissime Palle di Mozart fir-
mate Mirabell, Reber, Heindl, Hofbauer, Schmidt
o con i nomi di altri noti marchi, seppur deliziose
in confezioni sfarzose, sono considerate imitazioni
che non possono fregiarsi della dicitura
“Original
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