Con una estate così rovente non poteva essere
più che gradita a metà luglio una degustazione di
grandi vini bianchi. Sul palco del teatro Piersanti
di Matelica sono sfilate le etichette di 15 aziende
locali e stiamo quindi parlando del Verdicchio di
Matelica. Degustazione orizzontale di un’unica
vendemmia, la 2020, escluso Cavalieri che ha pre-
sentato un 2019, con presentazione degli stessi pro-
duttori e degustati poi da questi e dai Sommelier
dell’AIS Marche guidati dal presidente Stefano Isi-
dori e alla presenza del nuovo Presidente nazionale
Sandro Camilli che ha voluto onorarci.
Dopo l’introduzione del neo eletto Delegato di Fa-
briano Luca Gambucci, che ha esordito per l’occa-
sione, nelle presentazioni ogni produttore ha par-
lato delle proprie esperienze e filosofie produttive:
chi preferisce l’acciaio, chi il cemento o magari altri
le anfore di terracotta e chi ancora un po’ di legno.
Si è discusso pure delle differenze geo-pedologiche
dei propri terreni seppur riconducibili tutti alla de-
fluizione delle acque marine che cinque milioni di
anni fa invadevano la valle Camertina e lasciavano
quindi sedimentazioni fossili di alghe diatomee,
gusci di gasteropodi e molluschi bivalve, non che
una forte presenza di rocce solidi profonde come
il bedrock e in alcuni casi il gesso, che a contatto
dell’acqua produce poi idrogeno solforato. Tutto
ciò confermato dalla mia decennale esperienza
avuta al Centro geologico di Coldigioco di Apiro
con i tanti studenti di geologia dell’Università cali-
forniana di Berkley. Ma le meravigliose sensazioni
che abbiamo percepito dalla degustazione sono più
che altro imputabili ai precursori tiolici delle uve
influenzati dalle considerevoli escursioni termiche
della valle Camertina, la quale è l’unica che si sno-
da da nord a sud seguendo la sinclinale appenni-
nica. Le varie differenze sono anche riscontrabili
nell’andamento geomorfologico dei vari vigneti
che poggiano in parte sul fronte dell’Appennino
marchigiano e in parte su quello umbro-marchi-
giano, non che le varie inclinazioni e a latere di
questi i diversi portainnesti.
Detto ciò il Verdicchio di Matelica si colloca fra i
più grandi vini bianchi al mondo con punte che
spesso lo elevano sul podio più alto insieme al fra-
tello jesino e nel caso sono state presentate soltanto
le DOC e non le riserve DOCG.
Consistenza, ammiccanti e complessi profumi, fre-
schezza, grande sapidità, avvolgente calore alcolico
e perfetto equilibrio, seguiti da bella finezza e armo-
nia sono le doti del Matelica che ogni vino vorrebbe
o dovrebbe avere per collocarsi nel Gotha dei grandi.
Un altro bell’evento quello del Matelica realizzato
con la collaborazione della Delegazione AIS Fa-
briano, la quale ha messo a disposizione in servizio
i propri e le proprie sommelier con buon impegno.
PASSERELLA DI ECCELLENZE
MATELICA WINE FESTIVAL
Il Presidente nazionale AIS
Sandro Camilli (sinistra) con il
Presidente AIS Marche Stefano
Isidori e Luca Gambucci
Delegato AIS Fabriano e Alta
Valle dell’ Esino
Gualberto Compagnucci
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