Nantes
Orleans
Parigi
Loira
Poitiers
Nevers
Clermont
Ferrand
1
OCEANO
ATLANTICO
Allier
Dore
Loira
Loira
Loira
Loira
Loira
Loira
Chinon
Saumur
Pouilly-sur-Loire
Sancerre
Vendôme
La Roche-sur-Yon
Nantes
Angers
Tours
Poitiers
Nevers
Moulins
Niort
Châteauroux
Bourges
Clermont
Ferrand
Blois
Orléans
Vendée
Loire-Atlantique
Deux-Sèvres
Maine-et-Loire
Vienne
Sarthe
Indre-et-Loire
Indre
Loir-et-Cher
Loiret
Cher
Nièvre
Loire
Allier
Région Ouest
Anjou-Saumur
Touraine
Orléanais
Valençay
Quincy
Reulliy
Châteaumeillant
Coteaux
du Giennois
Sancerre
Pouilly fumé
Pouilly-sur-Loire
Menetou-Salon
Saint-Pourçain
Côtes Roannaises
Côtes d’Auvergne
Côtes du Forez
Chateau de Chenonceau,
Chenonceaux
Entriamo ora nei dettagli partendo ovviamente da
est. Dai vigneti centrali a sud di Orleans andando
verso Bourges e Nevers si incontra il Pouilly fumè
che è il Sauvignon per eccellenza e quindi il bianco
più rappresentativo della Loira e nel suo essere, cioè
quale Sauvignon, di tutta la Francia. Sappiamo be-
nissimo che si distingue per le sue caratteristiche ol-
fattive dove, oltre al fruttato un po’ sommerso, molti
fanno risalire alla pietra focaia o alla polvere da spa-
ro (
poudre à cannon
), ma in realtà si tratterebbe di
aromi tiolici varietali del vitigno considerato medio
aromatico e certamente associati anche alla presenza
nei terreni di calcare (
terres blanches
), selce, kimme-
ridge e gesso e quest’ultimo, quando viene bagnato
dall’acqua piovana, produce idrogeno solforato; tut-
to ciò e ripeto lo si associa nei vini medio aromatici
al trimetrildiidronaftalene, cioè la degradazio-
ne dei precursori dei carotenoidi di queste uve,
come anche nei riesling della Mosella.
Pur essendo molto diverso da tanti altri vini
Sauvignon, e basti pensare ai nostri friulani o alto-
atesini ed altri italici per non parlare poi dei frut-
tatissimi ed esotici neozelandesi di Marlborough, è
comunque un vino che nel suo essere gode di molti
apprezzamenti a livello internazionale.
Poco più a nord, nella sponda sinistra del fiume, si
trova Sancerre. Qui, fermo restando di certe dif-
ferenze geo-pedologiche con Pouilly, il sauvignon
produce vini dove si evidenziano caratteri più frut-
tati, vegetali e generalmente meno solfurei. Il vi-
tigno si allunga poi verso ovest seguendo il corso
del fiume dando origine a vini con denominazione
Pouilly sur Loire con caratteristiche meno struttu-
rate rispetto ai due fratelli maggiori e troviamo altre
zone AOC come Quincy, Reully e Manetou-Salon.
Si entra quindi lungo il corso centrale del fiume
nei territori dello chenin blanc, prodotto anche in
versione spumante associato a chardonnay e pas-
sito botritizzato come il noto Quarts-de-Chaume
dell’Anjou. Lo chenin è diffuso anche in altri pa-
esi dell’emisfero australe quali appunto Australia
e soprattutto Sud Africa, dove qui prende il nome
di steen. Il presidente della sommellerie della Lo-
ria, nei diversi incontri che avemmo in passato, era
solito metterlo in competizione con i nostri Verdic-
chio, ma lo Chenin, seppur ottimo, è ben diverso
dalla possente struttura del nostro vino. Molti lo
assimilano al Riesling, ma non mi sembra tale,
seppur godente di certa acidità e spara soprattutto
note fruttate di pomi, pesche, albicocche, agrume
quale il cedro e delicati sentori di fiori di acacia.
Curioso ed anche un po’ presuntuoso il fatto che i
locali lo considerino il miglior vino bianco al mon-
do,
“Cicero pro domo sua”
. Esso cambia ovviamen-
te di struttura a seconda dei terreni: più leggeri in
quelli sabbiosi e di maggior corpo in quelli argillosi
e comunque è un vitigno che sa adattarsi ad ogni
condizione sia climatica che geo-pedologica.
La città di Saumur sulla Loira
Domaine Château de Rully con i suoi vigneti
7