Sommeliers Marche Magazine 59 - page 15

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È stato un bel successo la presentazione del libro
sull’
Incrocio Bruni 54
di
Raffaele Papi
e dallo
stesso organizzata il 18 dicembre nella sede dell’a-
zienda Siprem International di Pesaro, con il salo-
ne gremito di amanti del vino, sommelier, produt-
tori ed enologi. Raffaele ha guidato con maestria
l’evento spiegando attentamente con proiezioni
e vari passaggi pagina su pagina tutti i contenu-
ti della sua bella opera; il microfono è poi passato
di mano in mano fra tecnici, enologi e produttori.
Ognuno ha raccontato le proprie esperienze avute
con l’ibrido vitigno esaltandone le doti e le caratte-
ristiche per giungere poi a descrivere il vino tratta-
to da me scrivente.
Presente anche la famiglia al completo del prof.
Bruni, dove la nipote Giovanna ha tracciato il pro-
filo del nonno ricordandolo come personaggio un
po’ schivo ma sicuro di se e del suo lavoro.
La creatura del professore, nata a metà degli anni
30, venne poco dopo i primi impianti ignorata, sot-
terrata e dimenticata in quanto poco produttiva.
C’era ancora la mezzadria a quei tempi, ultimata
poi negli anni 60, e come da me ricordato i vigne-
ti dovevano produrre al massimo per le
esigenze economiche che dovevano gra-
tificare il padrone, il contadino e il fatto-
re. Alcuni anni fa però un piccolo grup-
po composto da agronomi ed enologi
trovò un filarino un po’ malconcio di
Incrocio Bruni imboscato in un vigneto
nei dintorni di Corinaldo e incuriositi lo
studiarono e se ne presero cura. Da li ad
oggi il vitigno, rigorosamente autoctono
marchigiano, verrà impiantato in tutte
le province della Regione, seppur timi-
damente apparso anche in Umbria e To-
scana. Persino sul Conero ha pre-
so dimora, vista l’esigenza di
alternarlo al montepulciano
per gratificare la sottostante
ristorazione di mare.
Figlio di padre potente qual’è il verdicchio che ne
eredita acidità, sapidità e struttura e di una madre
fine, elegante e medio aromatica come il sauvi-
gnon si esprime però con una sua intrigante totale
personalità. Era proprio in animo del professor
Bruni voler dare in moglie al verdicchio, che allo-
ra si manifestava forse un po’ villano, un vitigno
che gli conferisse appunto uno stile di maggior
eleganza e... il sauvignon era quello giusto, benché
in francese il nome riconduca al termine
sauva-
ge
(selvaggio). Ovvio che, come ancora ricordato,
il vitigno esprima poi in vinificazione sfumature
diverse a seconda dei terroir e questo è comune a
tutte le uve.
Una passerella di vini dei quindici produttori pre-
senti ha messo a contatto diretto in degustazione il
Bruni 54 con gli astanti. Lungo e sostenuto è stato
l’applauso diretto a Raffaele Papi per aver onora-
to con la sua esaustiva opera il grande professor
di origine senigalliese Bruno Bruni e quindi la
riscossa della sua magnifica creatura resuscitata
dall’oblio. Onore al merito.
INCROCIO BRUNI 54
LA GRANDE RISCOSSA
Gualberto Compagnucci
Titolo
: Incrocio Bruni 54.
Un vitigno marchigiano
Autore
: Raffaele Papi
Editore
: Youcanprint
Pagine
: 140
ISBN
: 9791221443813
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