Come si potrebbe immaginare di trascorrere una
bella e interessante giornata d’inizio anno?
Semplicemente insieme a un gruppo di amici, in
un luogo incantevole, assaggiando ciò che il terri-
torio Piceno riesce a donare.
23 gennaio, Loreto, Ristorante Andreina, il luogo
dove il vulcanico e “carbonico” Errico stupisce con
le sue creazioni culinarie. In sala, Matteo, somme-
lier AIS e già miglior sommelier delle Marche, am-
malia gli ospiti con i racconti sul vino. 30 amici, tut-
ti accomunati da una grande passione: il vino. Tra
loro, la famiglia Velenosi, un nome particolare ma
che richiama alla mente una famiglia dinamica nel
settore vitivinicolo del Piceno: Angela, Marianna e
Matteo. Nel calice il loro Pecorino, quello con la “P”
maiuscola, per evidenziare tutta la sua sontuosità.
Lo hanno voluto chiamare Rêve (vocabolo francese
che significa sogno). Un sogno che nasce alcuni
decenni fa. La prima bottiglia etichettata con
il nome di Rêve altro non era che il “Barrica-
to di Villa Angela” un fantastico chardonnay
elevato in barrique. Poi la decisione, forse azzardata,
di cambiare e riempire la bottiglia con il pecorino af-
finato nel legno. Era il 2009 e vendere il pecorino in
mercati come il Canada e la Germania era veramen-
te un “azzardo”. Ma testardaggine, caparbietà, com-
petenza, un lavoro costante per definire la formula
perfetta del vino pecorino, portano a raggiungere
l’obiettivo: far sbocciare un fiore regale. L’accurata
selezione delle uve, la criomacerazione degli acini, il
50% della massa fermenta in acciaio a temperatura
controllata l’altra nella barrique, l’affinamento sulle
fecce fini per un lungo periodo, regalano un’auten-
tica stella che illumina gli scaffali di mezzo mondo.
2020
Paglierino illuminato e scaldato dal sole di
agosto. Dolcezze estive accarezzano il naso: frutti
gialli, ginestre, erbe aromatiche e cipria. Il sorso è
fresco, sapido elegante e lungo.
2017
Oro brillante. Naso canforato, velato da spe-
zie aristocratiche, ananasso maturo e la crema pa-
sticcera che riempie un panettone ricco di burro.
Solido e sapido, voluminoso. Con il tempo e la tem-
peratura si potenziano le note minerali.
2014
L’oro va verso l’ambra a evidenziare una più
marcata evoluzione che si nota anche all’olfatto
con sentori di uva passa, erbe aromatiche e spezie
dolci. Frutta passita di pesca, albicocca e arancia
candita. Anche al gusto la verve fresco sapida la-
scia spazio alla morbidezza.
2010
Luminoso dorato che splende di luce propria.
Salmastro, salamoia, erbe aromatiche e minerali,
frutta gialla croccante, fiori ed erbe di campo. Fre-
schezza vivida, elegante sapidità, infinito sorso. La
“lucidità” del 2010 è... emozionante!
2001
La prima annata del Rêve è uno chardonnay.
Ambra brillante. Frutto stramaturo evanescente
domina la vaniglia. Spezie orientali. Buccia ma-
cerata, acetica, pane tostato. Pian piano si apre e
diviene più complesso con note balsamiche. Sorso
saporito e voluminoso.
L’esperienza si è completata con i piatti di Errico.
Affascinante il 2014 con il “pomodoro arrosto,
gamberi e conditella. Il 2017 lascia stupiti accom-
pagnandolo con la “cacio e sette pepi”. Poi l’agnel-
lo, i dolci, la piccola pasticceria. Grazie Angela.
Grazie Errico. Sublime esperienza sensoriale.
ORO LIQUIDO. IL REVÉ.
IL PECORINO. UN VINO D’ALTRI TEMPI.
PUBBLIREDAZIONALE
Stefano Isidori
Presidente AIS Marche
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