È riuscita una bella serata quella del 28 settembre
sui vini albanesi organizzata da AIS Ancona nella
sede della Filotea. Alquanto apprezzati dai più di
cinquanta presenti i vini in degustazione raccon-
tati dal Maestro Gualberto Compagnucci con le
sue esperienze di sei visite nel Paese delle Aquile in
qualità di docente ai corsi della loro Sommellerie.
Dopo un
welcome drink
in collegamento via Ski-
pe c’era il Campione albanese
Irdi Liushi
che con
buona padronanza della lingua italiana ha raccon-
tato con precisione i vitigni autoctoni e i territori;
Irdi ha dovuto sostituire il Presidente
Dashamir
Elezi
impossibilitato alla presenza per importan-
ti motivi familiari, ma che a tempo debito ci aveva
fatto pervenire i vini.
Dopo la ricca presentazione di Irdi Compagnuc-
ci ha tracciato il percorso storico dei vitigni alba-
nesi, alcuni dei quali giunti dalla antica Tracia pri-
ma ancora della fondazione di Roma. Nella nar-
razione del Maestro si è parlato di Probo, uno dei
sei imperatori romani di origini illiriche che circa
nel 280 d.C. abolì la Lex Domitia istituita nell’80
d.C. da Domiziano che prevedeva anche l’espian-
to di buona parte dei vigneti celtici a favore della
coltivazione di granaglie. Probo quindi fece tran-
sitare dall’Illiria alcuni vitigni in direzione soprat-
tutto delle Gallie ed infatti sembra, come ricorda-
to da Compagnucci, che il cabernet franc, merlot,
carmenere e mourvedre altri non siano che i di-
scendenti di questi. Dopo quasi cinquecento anni
di dura dominazione turca e successivamente del
periodo comunista l’Albania, non più grande della
Puglia, può contare oggi di 26.000 ettari di vigne-
ti ben distribuiti in tutto il territorio.
Ai tempi odierni c’è stato un forte contributo
di tecnici italiani ed anche marchigiani nell’e-
voluzione della loro enologia e... i vini attual-
mente, benché da noi poco conosciuti, go-
dono di ottimi apprezzamenti e molto pro-
babilmente verranno presto importati pro-
prio dalle Marche per tutta Italia.
In degustazione si sono alternati da omonimi vi-
tigni l’ottimo bianco
Shesh i Bardhe
di bella fre-
schezza, sapidità, tenore alcolico e struttura, con
un corollario di profumi citrini, di pomacee e frut-
ta esotica. Sono seguiti i rossi
Mavrud
, parente ap-
punto del francese Mourvedre, dotato di bei pro-
fumi di piccoli frutti rossi, morbidezza e tannini
setosi e ancora l’apprezzatissimo possente
Sheshi
i Zi
ricco di spezie, grande corpo e sapidità, ella-
giotannini ben evidenti ed apprezzabili perche do-
mati in parte anche dalla potenza alcolica. Pecca-
to che il Presidente Elezi per via dei suoi problemi
non sia stato in grado di inviarci anche il program-
mato rosso
Kallmet
considerato altra eccellenza e
che è stato sostituito con un rosso locale.
Una bella esperienza a detta dei presenti ignari del-
le potenzialità del Paese delle Aquile e con suggeri-
menti di una eventuale futura visita in questi inte-
ressanti e bei territori tutti da scoprire.
Puntuale l’assistenza e il servizio delle nostre som-
melier Margherita Mazzantini, Letizia Guzzini e
Sara Pecere e apprezzati i piatti della Filotea in ab-
binamento. Alla prossima.
INCONTRO CON I VINI ALBANESI
IL PAESE DELLE AQUILE
Daniele Sordoni
Delegato AIS Ancona
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