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CALABRIA
IL VINO DEGLI DÈI E DEGLI EROI: IL CIRÒ
Arianna Fermani
Sommelier
Punta Alice, Cirò Marina (KR)
Uva Gaglioppo
Chiudiamo per un attimo gli occhi e immaginia-
mo di essere in Calabria – ovvero nell’antica Eno-
tria (“terra del vino”, come la chiamarono i Greci) –
e nello specifico in quel tratto della provincia di
Crotone che va dalle colline orientali dell’altopiano
della Sila fino alla costa jonica. Proprio qui, negli
attuali comuni di Ciro, Cirò Marina, Crucoli e Me-
lissa, si producono vini nobili e antichissimi che,
nel 1969, ottengono la denominazione DOP Cirò.
Furono proprio queste terre, baciate dal sole e
dallo Jonio, dove l’azzurro che ti rimane incolla-
to sulle mani e negli occhi confina con le infini-
te sfumature del verde
«di mirto e di lentisco e fol-
te macchie di corbezzoli e oleandri»
, a dare i nata-
li al vino degli déi e degli eroi: il Cirò. Si tratta di
una storia lunga, a dire il vero, che andrebbe assa-
porata con lentezza, “scialandosela” (come si dice
da queste parti) sorseggiando un buon calice, e la-
sciandosi piacevolmente irretire dalle
nuances
di
quel “sapere saporito” che dovrebbe caratterizza-
re ogni degustazione. Una storia, quella del Cirò,
che ebbe inizio nel VII secolo a.C., a Krimisa,
una piccola città situata in Calabria, nell’area
di Punta Alice.
Secondo alcuni antichi racconti, narrati da Stra-
bone, Apollodoro, Licofrone, Pseudo-Aristo-
tele, l’eroe greco Filottete, reduce dalla guer-
ra di Troia, era giunto in questi luoghi (situati
nel territorio dell’odierna Cirò Marina) esule
da Melibea, e vi aveva fondato, appunto, la
città di Krimisa, dove non a caso sorge-
va un tempio dedicato a Dioniso, dio
del vino. Queste e altre storie è pos-
sibile portare contemporaneamen-
te alla mente, alla bocca e al cuore
quando si beve un Cirò, un vino cere-
brale e passionale insieme, come tutto
ciò che affonda le sue radici nel mondo greco.
Gli antichi, non a caso, avevano capito che “il
bere bene” è un ingrediente fondamentale del-
la vita felice e del benessere (anche economico)
del singolo e della collettività, visto che, solo per
citare un esempio, sembra che essi arrivassero a
costruire enodotti con tubi di terracotta che, dal-
le colline di Sibari, conducevano direttamente nel
porto, dove il Krimisa, antenato dell’attuale Cirò,
veniva direttamente imbarcato per accelerare le
fasi del trasporto. Ed è proprio di questi vini che,
a quanto pare, erano follemente innamorati anche
gli Enotri, visto che del Cirò fecero nientemeno
che il “vino ufficiale” delle Olimpiadi (una sorta di
sponsor ufficiale
ante litteram
!), offrendolo in do-
no agli atleti vincitori (tradizione ripresa molti se-
coli dopo in occasione delle Olimpiadi di Città del
Messico del 1968).
Ma questi stessi vini, oltre ad essere buoni, erano
ritenuti anche dotati di importanti capacità tera-
peutiche, in quanto considerati in grado sia di ri-
mettere in forma chi si era ammalato sia di dare
forza agli atleti. Caso esemplare è quello di Milone
di Crotone, allievo del filosofo Pitagora (che pro-
prio a Crotone fondò la sua scuola), grandissimo e
celeberrimo atleta, vincitore di ben sei Olimpiadi e
grande estimatore dell’antenato del Cirò.
I vini della DOP Cirò nascono esattamente qui, in
queste zone in cui
«il profilo costiero si alza improv-
viso in ondulazioni stranamente interrotte, e poi ri-
giace piattamente»
. Prendono qui corpo vini in-
tensi, caldi e profumatissimi, i Rossi e Rosati della
DOP Cirò (meravigliosi figli del vitigno calabrese
per eccellenza, il Gaglioppo), inconfondibili nei lo-
ro sentori fruttati che rimandano alle more, alle ci-
liegie e alle prugne, che col loro colore colore rubi-
no, tendente all’aranciato, sanno regalare emozio-
ni e bellezza infinita, agli occhi, al naso e al palato;
ma qui nascono anche vini suadenti ed energici, i
Bianchi della medesima DOP (prodotti dal Greco
bianco), che ricordano frutta a polpa bianca, mac-
chia mediterranea, e le cui note salmastre raccon-
tano di quel mare che solcarono i Greci tanti secoli
fa, permettendo di sposare sapientemente piacere e
pensiero, ricordi ed emozioni.
PIÙ SANO DI UNO DI KROTON
Zona di
produzione
della
DOC Cirò
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