Sommeliers Marche Magazine 61 - page 32

L’EVOLUZIONE DI UN FRASCATI SUPERIORE RISERVA
DEGUSTARE IL TEMPO
I membri della Delegazione Fabriano-Alta Vallesina
conoscono molto bene le potenzialità di invecchia-
mento di alcuni vini bianchi come nel caso della
DOCG Verdicchio di Matelica Riserva, vino capace
di grande longevità. Ma che dire dell’idea di orga-
nizzare una verticale di Frascati Superiore Riserva?
Detto, fatto. Grazie al Delegato AIS Castelli Roma-
ni Fabrizio Gulini, relatore competente e profondo
conoscitore del suo e del nostro territorio, l’incon-
tro è stato proficuamente organizzato coinvolgen-
do l’enologo Mauro Merz, trentino trapiantato nel
Lazio e padre del Luna Mater. Il Delegato AIS Fa-
briano-Alta Vallesina Luca Gambucci è stato l’anfi-
trione della serata svoltasi il 20 ottobre al Ristorante
Marchese del Grillo.
La scelta della verticale di Frascati Superiore Riser-
va è caduta su una azienda simbolo dei vini di Fra-
scati, producendo circa il 40% del totale della de-
nominazione, la Cantina Fontana Candida, fondata
nel 1958 a Monteporzio Catone. Fontana Candida
dispone di 214 ettari di vigneti posti ad una altitu-
dine variabile tra i 200 e i 400 metri, con un suolo di
natura vulcanica caratterizzato da quelle che in zo-
na sono chiamate
“terrinelle”
e che geologicamen-
te sono definite
“pozzolane”
, costituite da minuscoli
lapilli modificati dall’azione del tempo e degli agen-
ti atmosferici e che hanno dato origine a fini cene-
ri vulcaniche che hanno prodotto terreni sabbiosi,
permeabili all’acqua, ricchi di minerali come calcio,
fosforo, ferro, magnesio e soprattutto potassio.
Il ponentino, il vento leggero che rinfresca le calde
giornate romane è lo stesso che mitiga il clima del-
la zona, portando sentori marini. Qui le Malvasie e
i Trebbiani trovano il loro perfetto habitat.
Da qui siamo partiti per degustare, accompagnati
oltre che dal Delegato AIS Gulini anche dall’enolo-
go di tutte le annate in degustazione Mau-
roMerz, il LunaMater Frascati Supe-
riore Riserva, vino di cui si pro-
ducono tra le 9.000 e le 15.000
bottiglie l’anno quindi nume-
ri piccoli rispetto alla grandez-
za dell’azienda a testimonianza
di ricerca di pregio e qualità. Le uve vendemmia-
te leggermente surmature seguono due vie: prima
vengono raffreddate per mantenere la componente
aromatica e pressate, poi una parte è subito posta
a fermentare in botti di legno di acacia. Un’ultima
piccola quantità viene vendemmiata qualche giorno
più tardi e gli acini interi diraspati a mano aggiunti
al mosto in fermentazione, tutto questo per fornire
nel suo insieme caratterizzazione varietale e com-
plessità gusto-olfattiva.
Tonneaux
di acacia unghe-
rese non tostata vengono utilizzati dal 2016 per l’af-
finamento di una ulteriore frazione e infine le botti-
glie affinano per al-meno quattro mesi nelle cantine
di tufo di Fontana Candida a temperatura ed umi-
dità costanti in modo naturale.
Le sei annate degustate sono state il 2019-2017-2015-
2012-2010-2008 e ci hanno regalato piacevoli sor-
prese. Partendo da un 2019 che ha meritato le 4 viti
AIS, sapido e di buona struttura in cui non prevale
il “vulcanico” ma il fruttato e il floreale, con la Mal-
vasia Puntinata che si fa sentire bene, fino a salire
mano a mano nella degustazione dove i frutti diven-
tano più maturi, alla pera matura si ag-giunge l’al-
bicocca, il melone, l’ananas, l’erbaceo si fa erba aro-
matica di salvia, timo e menta, la mandorla da fre-
sca diventa una mandorla tostata, aumentano i sen-
tori di miele e nell’andare a ritroso nelle annate au-
menta la mineralità con sentori di pietra focaia, di
ioni metallici e ancora miele e ancora frutta tropica-
le, il tutto in buon equilibrio tra acidità sapidità e al-
colicità, fino ad arrivare all’ultima annata, la 2008,
in cui il giallo oro carico del vino rimanda al frutta-
to esotico e al miele perdendo la mineralità, con no-
te evolutive interessanti anche se meno caratteriz-
zanti la tipologia del Frascati.
Una serata enologicamente stimolante che ci ha fat-
to apprezzare la longevità di un vino che non spesso
viene valutato in base a questo parametro. Un grazie
va all’enologo Mauro Merz e ai Delegati AIS Castelli
romani Fabrizio Gulini e Luca Gambucci di Fabria-
no per aver confezionato una così interessante sera-
ta e ai sommeliers Mauro Angelini e Alessia Dracini
per aver svolto un impeccabile servizio di sala.
Barbara Turchi
Sommelier
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