A ROMA PER CONOSCERE ALCUNE REALTÀ EMERGENTI
LA TOSCANA MENO NOTA
La Toscana è senz’altro una delle regioni del pa-
norama enologico italiano più affermate a livel-
lo mondiale. Non ho dunque potuto esimermi
dall’accettare con piacere l’invito della giornalista
Roberta Perna all’evento che si è tenuto lo scorso
25 settembre presso il Beef Bazar a Roma. Un in-
contro per avvicinare giornalisti ed esperti di set-
tore ad alcune realtà toscane meno note o emer-
genti, nel quale gli stessi produttori hanno raccon-
tato i loro vini, in una mini conferenza stampa,
prima di aprire i banchi d’assaggio.
La prima azienda a presentarsi è stata
La Sala del
Torriano
, sita a San Casciano Val di Pesa (FI),
nell’areale del Chianti Classico e nata dalla fusio-
ne di due realtà: il Torriano (risalente al 1938) e La
Sala, fondata nel 1981 da Laura Baronti, venuta a
mancare nel 2014. L’azienda, il cui titolare è Fran-
cesco Rossi Ferrini, è situata nella zona più a nord
del Chianti ed è una storica conferitrice dell’omo-
nimo consorzio. 34 ettari totali, di cui 28 di San-
giovese. Un costante e continuo lavoro di ha porta-
to, nel tempo, alla produzione di poche referenze e
solo 50.000 bottiglie, ottenute dai 10 ettari ritenu-
ti migliori. Ci troviamo ad un’altitudine che varia
tra i 150 ed i 350 metri s.l.m., con un terreno com-
posto da roccia compatta, ricco di calcio: ciò con-
tribuisce ad abbassare l’acidità dei vini, conferen-
do loro rotondità. In cantina solo acciaio e botti
grandi di rovere francese non tostato da 38 hl. Tre
le etichette di Chianti Classico, un taglio bordole-
se (affinato in barrique di rovere francese), un pu-
gnitello in purezza, vinificato in anfora con mace-
razioni che arrivano fino a gennaio e rimontaggi
effettuati a mano. Vini in cui si ricerca sempre la
bevibilità più che la potenza, dal naso delicato che
ci riporta all’eleganza del frutto... in sole 1.000 bot-
tiglie, vinficate per la prima volta con la vendem-
mia del 2020. Ovidio Mugnaini è l’enologo inter-
no, coadiuvato dal consulente Stefano Di Blasi. Il
Torriano, la gran selezione di questa
azienda, la cui etichetta è stata re-
alizzata dall’artista Silvano “Nano”
Campeggi, è un 100% Sangiovese,
ottenuto da una singola vigna; altra
referenza interessante è il Cam-
po all’albero, un taglio bordole-
se, affinato in barrique di rove-
re francese di media o bassa to-
statura, sia nuove che di secon-
do passaggio, prima di rimane-
re almeno 6 mesi di bottiglia.
La seconda azienda,
Il Viag-
gio di Landò
, è una realtà sita a
Palaia (PI), a Sud di Firenze, le
cui vigne hanno ben 90-95 an-
ni. Il pisano, in antichità som-
merso dal mare, si presenta con
suoli argillosi ed ampi tratti di
tufo, che regalano una grande
variabilità. Roberta Perna e David Landini, Am-
ministratore delegato anche di Villa Saletta, han-
no deciso di iniziare quest’avventura, ispirandosi
al landò, un vecchio tipo di carrozza che qui veni-
va usata in tempi passati. Attualmente sono solo
due i vini prodotti: il “Prima fermata”, un Canaio-
lo in purezza affinato per un per un anno in accia-
io e per un altro anno in bottiglia, ed il “Seconda
fermata, un blend di trebbiano (all’85%) e Malvasia
(per il rimanente 15%), affinato in tonneau. La filo-
sofia che sottende il lavoro di David è quella di ri-
durre al minimo gli interventi, utilizzando un toc-
co delicato ed allegro. Un ettaro di canaiolo scarso,
da cui si ottengono appena 3.000 bottiglie, e ancor
meno di vitigni a bacca bianca, per 1.000 bottiglie
scarse. Il logo è stato realizzato da Sergio Staino e
chissà che a breve non ci ritroveremo anche ad as-
saggiare una terza ed una quarta fermata... Intan-
to ci godiamo un rosso che sembra un bianco e un
bianco che ha la personalità di un vino rosso.
Il Sangiovese come traduttore del territorio è il fi-
lo comune che unisce la prima azienda all’ultima:
La Vigna Sul Mare
, azienda sita a Pescia Fioren-
tina, nel Comune di Capalbio, a 4 km dal mare e
150 metri s.l.m. Massimo Masini, il titolare, origi-
nario di Ferrara, ha scelto di affidarsi ad un enolo-
go romagnolo, Sergio Parmeggiani, per valorizza-
re i 10 ettari di vigna, incastonati tra bosco e ma-
re... Un’avventura iniziata 10 anni fa, con Cabernet
Sauvignon, Syrah e Sangiovese. 5/6 anni fa è avve-
nuta la svolta verso la qualità, con il rinnovamento
del vigneto e l’aggiunta del Vermentino, utilizza-
to per dar vita al Cor d’or: un vino che affina per 6
mesi in tonneau da 300 litri non tostati e di primo
passaggio. Completano il quadro, tre bollicine, ot-
tenute da Syrah e Sangiovese: un blanc de noir me-
todo classico con un affinamento di 60 mesi sui lie-
viti, un rosato 72 mesi ed uno metodo Martinotti.
Si effettuano tre passaggi in vigna durante la ven-
demmia, ci spiega l’enologo Sergio Parmeggiani:
“così carpiamo il meglio per le nostre bollicine, fino
all’optimum della maturità fenolica”
.
Raffaello De Crescenzo
Sommelier
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