Qui, la maturazione dei grappoli avviene con una
velocità impressionante. Il succo tra le microscopi-
che fessure della polposa fibra vibra come l’acqua
nella pentola poco prima del punto di ebollizio-
ne, ma l’elasticità dell’epicarpo, copiosa fonte di so-
stanze aromatiche e di tannini, riesce a contenere
la sofferenza dei futuri mosti.
Nell’immaginario collettivo è convinzione diffusa
credere che l’esteso altopiano della
Meseta
sia una
zona esclusivamente arida, consacrata alla produ-
zione di vini bianchi leggeri estratti dai grappoli
sfruttati di
airén
per il consumo di massa o battu-
ta dai turisti in cerca di originali scatti sulla
Ruta
de Don Quijote
, ma la regione vitivinico-
la
Castilla-La Mancha
ingloba in sé, ol-
tre alla distesa di vitigni più vasta del
mondo, il corridoio eco-turistico più
grande d’Europa. Alcune cime mon-
tuose che si ergono dai terreni fer-
ruginosi tra fiumi, mulini e ca-
stelli medioevali a volte superano
anche i mille metri di altezza; dal-
le loro pendici, al riparo dei rag-
gi scabrosi del feroce sole estivo,
provengono alcuni dei migliori
tintos della regione.
Ormai, nell’odierna epoca della vi-
tivinicoltura, superata l’epopea eroica,
dobbiamo accettare l’assioma
che produrre vino
di qualità non sia
più appannaggio
di pochi, pochis-
simi territori titola-
ti dove la rilevanza di ac-
cadimenti storici o la lungi-
miranza di sopraffine menti di
abili comunicatori hanno contri-
buito alla fama del nettare enoi-
co, certamente anche di nobi-
le fattura. Sebbene i
castillanos-
manchegos
mettano a disposizione
oltre cinquecentomila ettari di terre-
no per produrre più della metà della re-
sa spagnola – venti milioni di ettolitri torchiati da
due milioni e mezzo di tonnellate d’uva – non vuol
significare che le piccole-medie realtà imprendito-
riali vengano discriminate. Le produzioni di nic-
chia sono spesso in grado di esprimere con caratte-
ri unici il loro territorio attraverso vitigni seleziona-
ti, impiantati nei terreni appropriati e allevati con
criteri che al meglio si adattano alle condizioni pe-
doclimatiche per concludere il lungo e faticoso la-
voro con le moderne tecniche di cantina ormai a di-
sposizione di tutti.
Investire nella qualità e produrre per sé invece di
consegnare la raccolta alle grandi realtà coopera-
tive non è inconsueto da queste parti come inve-
ce potrebbe far supporre la sterminata vastità dei
vigneti. Affrontare la richiesta di
Crianzas
,
Reser-
vas
e
Gran Reservas
soprattutto nella calcarea “val-
le delle rocce” a Valdepeñas, universalmente nota
per i suoi rossi ammorbiditi in grandi botti di rove-
re americano, è di prammatica.
Il vitigno primario e di maggior prestigio di tutte le
Denominación de Origen
nella Nuova Castiglia è il
tempranillo, chiamato localmente cencibel o tinto
de toro e prodotto in “solitudine” oppure in alcuni
D.O. in versione coupage soprattutto con l’imman-
cabile cabernet sauvignon o syrah.
La lista ampelografica mancego-castigliana anno-
vera anche il petit verdot, merlot, il vigoroso gar-
nacha tinta dalla pelle sottile e succo quasi traspa-
rente, il monastrel che regala vini dall’intenso co-
lore rubicondo con i giocosi riflessi dell’ametista,
ma anche il bobal ricchissimo di sostanze coloran-
ti, utilizzato in alcune zone anche per i rosados.
Il mosto dei tintos, miscelato alle abboccate essen-
ze dei torchiati bianchi, da vita ai vini dalle sfuma-
ture di ciliegia appena matura chiamati
“clarete”
ri-
evocando con un gallicismo il famoso vino del pas-
sato legato alle unioni d’amore tra altezze reali.
I
clarete
sono simili nel colore ma non nella tecnica
di elaborazione dei moderni rosati. Nel passato, in-
vece, venivano miscelati non i mosti ma i vini bian-
chi e rossi nelle tradizionali giare di terracotta dalle
dimensioni monumentali.
Quando a metà del XIX secolo era consuetudine
far recapitare i vini di Valdepeñas nella capitale
tramite il pittoresco “treno del vino”, che transitava
su una linea costruita appositamente tra Madrid e
Valdepeñas per rifornire le mescite del capoluogo,
nessuno poteva immaginare che il singolare siste-
Vigne della Valdepeñas
Statua lungo la Ruta de Don Quijote
Catalunya
Andalucia
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Galicia
Asturias Cantabria
Navarra
La Rioja
Pais
Vasco
Castilla-León
Castilla
La Mancha
Castilla
La Mancha
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DENOMINACION
DE ORIGEN (D.O.)
Almansa
La Mancha
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Mentrida
Mondejar
Ribera del Jùcar
Ucles
Valdepeñas
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