Calpestare il suolo dell’entroterra ispanico duran-
te la bella stagione, mentre le brezze marine lam-
biscono le coste turchesi per il sollievo del villeg-
giante appagato, equivale ad intraprendere una
missione stoica. Le carni arrostiscono letteralmen-
te quando nel cuore della penisola iberica la vista
finalmente guadagna la più vasta distesa di vigne-
ti al mondo.
Già ben oltre il mezzodì al baluginare delle appa-
rizioni visionarie in lontananza, in una terra arro-
ventata che sprigiona la sua umida essenza raccolta
al far del giorno, si intravede la sagoma di un cava-
liere in compagnia del suo scudiero poco più in là.
Chi sarà quel folle che, invece di tuffarsi nelle fre-
sche acque dell’oceano, cavalca all’impazzata ver-
so i mulini a vento per combattere con la lancia i
surreali giganti de
La Mancha
dalle quattro brac-
cia possenti? Ma certo! – è lui, l’ingegnoso
Hidalgo
Don Quijote de La Mancha
.
La sua esile figura tra la ridda di immagini bizzar-
re non lascia dubbi; e ora sembra di sentire anche le
grida disperate e inutili del fidato servitore
Sancio
:
“Fermati pazzo! Quelli sono mulini a vento, non
sono giganti cattivi!” Ma nulla da fare, la lancia del
cavaliere errante di
Cervantes
sferra rabbiosamen-
te i colpi assassini uno dietro l’altro mirando alle
grandi braccia che si agitano roteando minacciose,
ma i colossali figuri non sembrano voler arrender-
si e scaraventano a terra il folle condottiero in sella
al fedele ronzinante.
Il fragore metallico dell’armatura fatiscente, nel si-
lenzio assordante dell’immaginifica visione, è co-
sì acuto da scuotere il lieve ottundimento e nell’af-
fidare el caballero più simpatico della letteratura
mondiale al suo destino, tra le braccia della bellis-
sima
Dulcinea
, proseguiamo immantinente il no-
stro viaggio nella selva dei vitigni della
Castilla-La
Mancha
.
LA TEMPRACALIENTE DEI TINTOS ISPANICI
Eva Kottrova
Sommelier
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