Sommeliers Magazine Marche n. 32 - page 6

Il povero abate di Epernay Dom Perignon si rivol-
terà nella tomba ma... non si può mentire alla sto-
ria. Ben anche dimostrato che i monaci dell’abba-
zia di Sant’Ilaire vicino a Carcassone nel 1531 aves-
sero già elaborato il
Blanquet de Limoux
con il me-
todo ancestrale (spumantizzaione naturale tra-
mandatasi nelle generazioni senza aggiunta di zuc-
cheri e prodotta da propri lieviti) antesignano dello
Champenois
, ci spiace mettere il dito nella piaga e
raccontare al povero monaco dell’abbazia di Hau-
teville che anche il medico ed enologo fabrianese
Francesco Scacchi abbia anticipato la sua opera di
ben 46 anni.
La data è quella del 1622 ed è riportata chiaramen-
te in calce nel manoscritto di 235 pagine da que-
sti prodotto e intitolato
“De salubri potu disserta-
tio”
(Dissertazione sul bere salutare). È stato acqui-
stato, dopo una faticosa asta da Sotheby, il primo
dicembre del 1997 alla modica cifra di 40 milioni
di lire dai fratelli Lunelli, titolari della prestigiosa
azienda Ferrari di Trento. L’opera ha rivoluzionato
a livello internazionale la storia dello spumante e
ha dato i natali ufficiali a quello italiano.
La scoperta del prezioso volume la si deve comun-
que all’amico umbro enologo e storico dott. Ange-
lo Valentini, direttore per anni della famosa casa
vinicola Lungarotti di Torgiano. Partendo da qui e
tralasciando le successive esperienze che dal 1622
si saranno perse nella notte dei tempi arriviamo ai
fatti che oggi tracciano il profilo del ricchissimo
patrimonio spumantistico marchigiano.
Già negli anni pre bellici dello scorso secolo Cu-
pramontana era nota per i suoi spumanti, ma era-
no molto lontani dalle preziosità che oggi, nell’evo-
luzione dei tempi, possiamo degustare e goderne le
meravigliose virtù. Onore al merito agli antesigna-
ni enologi, nuovi padroni delle Marche delle bol-
licine che portano i nomi di Carlo Garofoli, Carlo
Pigini Campanari, enologo allora della Colonnara
e diversi altri che nel tempo si sono aggiunti.
Le prime moderne esperienze con il Metodo Clas-
sico nascono con il verdicchio e... non poteva esse-
re altrimenti viste le grandi doti di questo unico e
straordinario vitigno che produce oggi il più quo-
tato vino bianco nazionale. Rimbalzando fra i Me-
todo Classico e i Martinotti mostreranno in breve
PRIMI IN ITALIA DAL 1622
Gualberto Compagnucci
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