Sommeliers Magazine Marche n. 32 - page 10

Essere un Consorzio di Tutela, che accomuna pro-
duttori vitivinicoli dei territori di Pesaro-Urbino,
Macerata, Ancona e Fermo e che raccoglie ben 16
denominazioni differenti, è un compito tutt’altro
che facile. La prima sfida da vincere infatti, non è
quella dei mercati di riferimento o delle innova-
zioni in un prodotto come è il vino votato alla tra-
dizione. Il primo e necessario passo da fare è fare
in modo che vengano superati i campanilismi, che
grandi e piccoli riescano a lavorare insieme, che gli
obiettivi vengano condivisi e che si punti con forza
e determinazione tutti nella stessa direzione.
E proprio questa è la prima vittoria importante e
fondamentale dell’Istituto Marchigiano di Tutela
Vini, quella sulla quale poi si è fondata l’operatività
del Consorzio e la sua capacità di fare promozione a
360°. Fare rete ed essere squadra per tutti i produt-
tori soci non sono semplicemente belle frasi da pro-
nunciare, ma un’etica da seguire e condividere per
la realizzazione di progetti e forti vantaggi compe-
titivi che possano aiutare poi i singoli a raggiungere
i propri personali obiettivi: assumere un’ottica con-
divisa, per lavorare su un panorama ampio ed in-
ternazionale, cosa impossibile se non si superano i
localismi.
Una strategia vincente che ha allenato i piccoli pro-
duttori, facendo attenzione a rispettare le loro for-
me e tempi in attesa che crescessero, investendo al-
lo stesso tempo sui grandi, già abbastanza forti per
stare in prima linea e guadagnare terreno.
Ovvio che nel contesto associativo parlare di gran-
de e piccolo significa riferirsi solo a numeri e fattu-
rati, non certo alla sostanza o alla qualità. La logica
dell’Istituto Marchigiano di Tutela Vini è proprio
questa: mettere insieme grande e piccolo, fare del-
le differenze e delle unicità un modo univoco di co-
municarsi, per portare all’attenzione di un pubbli-
co regionale, nazionale ed estero l’eccellenza dei vi-
ni marchigiani e del brand Marche, fatto anche di
alcune unicità che dobbiamo saper comunicare al
mondo: Urbino e la sua storia, Acqualagna ed i suoi
tartufi, le Grotte di Frasassi, Portonovo, lo Sferiste-
rio di Macerata, Ascoli Piceno e il vino Verdicchio
nelle sue declinazioni e tipologie.
L’enogastronomia è sempre di più una leva fonda-
mentale per la promozione del territorio, dato che
distinguersi sul mercato oggi significa richiamare
interesse e curiosità. Non dimentichiamoci mai pe-
rò che per promuovere veramente la nostra regio-
ne non possiamo puntare solo sul vino o solo sul
Verdicchio, nostro grande ambasciatore. Grazie a
questa lungimirante visione di insieme, è stato pos-
sibile rafforzare la presenza dei vini marchigiani e
la loro immagine di qualità nel contesto nazionale
ed aprirsi a mercati esteri fondamentali: Germania,
Inghilterra, Canada, Usa, Cina, Giappone, Svizzera
e Russia. Ora più che mai il settore vitivinicolo ha
bisogno di essere supportato per replicare i risulta-
ti importanti degli ultimi anni e per riuscire a far
propri ancora di più i meccanismi della globalizza-
zione dei mercati e l’export rappresenta in questo
contesto storico l’orizzonte al quale rivolgersi, sen-
za paura ma anche con una programmazione at-
tenta, che renda possibile a grandi e piccoli entrare
nei mercati di riferimento, ciascuno per le proprie
potenzialità. L’export è infatti oggi il vero e proprio
ossigeno per le aziende vitivinicole che devono far
fronte ad un calo della domanda nel mercato loca-
le e che proprio guardando oltre confine, lavorando
a grandi progetti promozionali, essendo presenti a
fiere e workshop possono farsi conoscere ed apprez-
zare, stringere accordi con buyers ed importatori ed
arrivare al consumatore finale con il proprio vino,
sinonimo di Made in Italy, di qualità, di eccellenza.
Senza l’export, ormai è chiaro, non ci sarà futuro
per le nostre aziende vitivinicole. L’export è l’ossi-
geno che ci farà vivere e importantissimo è stato e
sarà l’apporto del Governatore Gian Mario Spac-
ca che non ha innalzato muri, ma ha creato ponti
verso Paesi in cui altrimenti i prodotti marchigia-
Alberto Mazzoni (sinistra)
e Gianfranco Garofoli,
Direttore e Presidente
dell’Istituto Marchigiano
di Tutela Vini (IMT)
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