solo vigneto di Romanée Conti (1,77 ha) può
superare i 30 milioni di Euro; in altri nor-
mali contesti vi si potrebbero mettere a di-
mora circa 700 ettari di viti. Alcune annate
di questi grandi vini quasi centenarie pos-
sono raggiungere valori d’asta che superano
di gran lunga i 100.000 Euro.
Alla Domaine Romanée Conti si affianca-
no altri grandi produttori come Henri Jayer,
scomparso nel 2006, che con la sua parcel-
la di Richebourg ha messo spesso in crisi lo
stesso Romanée Conti. Questa è la Vosne Ro-
manée: il paradosso dell’enologia mondiale.
I GRANDS CRUS
Piccoli appezzamenti di pochissimi ettari, a volte
anche meno di un ettaro, generalmente delimita-
ti con recinzioni di bassi e vecchi muretti (
clos
) che
caratterizzano molti dei vigneti de la Côte de Nuits
e de la Côte de Beaune, ambedue collocate all’in-
terno de la Côte d’Or che parte dalla città di Dijon
e scende sopra la Côte Chalonnaise.
L’AOC nasce nel 1936 ed è quindi tra le primissi-
me appellations riconosciute dallo Stato francese.
Per quanto riguarda la regione Borgogna la classi-
ficazione di “Grand Cru” riguarda il vertice asso-
luto della qualità che in Bordeaux è in vece ricono-
sciuta con la qualifica di “Premier Grand Crus” e
l’eccezione di “Premier Grand Cru superieur” sol-
tanto per lo Château d’ Yquem. La differenza so-
stanziale di un Grand Cru borgognone a confron-
to dello Champagne che indica il nome di un vil-
laggio in Borgogna il riconoscimento contraddi-
stingue un ben preciso e singolo vigneto del quale
se ne utilizza il nome in etichetta e quindi ne iden-
tifica il vino.
Romanée Conti
(1,77 ha) e
La Tâche
(5,08 ha) di
proprietà dello stesso Domaine dei Conti, famiglia
principesca risalente ai Borbone-Condè di Fran-
cia e cugini di Luigi XIV, sono dei “
Monopole
” in
quanto insigniti di una personale AOC. Sono i due
Grand Crus universalmente riconosciuti tra i sim-
boli per eccellenza della Borgogna, dove però il Ro-
manée Conti si eleva su di un gradino privilegiato
rispetto agli altri.
Tra i tanti passaggi di proprietà negli ultimi anni
emerge il nome di Albert de Villaine che ha sapu-
to mantenere salda la storica tradizione ed il pre-
stigio del Domaine senza lasciarsi coinvolgere dal-
le moderne tecniche di produzione e questa è un
po’ la filosofia condivisa da tutti i produttori del
territorio. I Conti sono anche proprietari di par-
celle per poco più di 8 ha dei vigneti di Échezéaux
e Grands Échezéaux, altri Grands Crus situati nel
vicino omonimo comune di Flagey-Échezéaux che
ne ospita complessivamente nove.
La cittadina di
Vosne Romanée
Le vigne de la
Vosne Romanée
I due “Monopole”:
Romanée Conti e La Tâche
Henri Jayer (foto a lato)
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