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La stessa maison di Henri Jayer produce un’eccel-
lente vino dal climat Cros Parantoux: un petit vi-
gnoble posto sopra a Richebourg, dove è stata mes-
sa a dimora una particolare varietà di Pinot Nero
selezionata dallo stesso Henry. Il vino che se ne ri-
cava è stato spesso considerato tra i più pregiati e
cari al mondo. Il vigneto è una conproprietà tra i
Jayer, Méo Camuzet ed Emmanuel Rouget, nipote
di grande spessore di Henri Jayer e proprietario di
altri piccoli prestigiosi vigneti sparsi in diversi im-
portanti comuni limitrofi.
L’
AOC communales Vosne Romanée
o
village
ri-
guarda tutti i vini prodotti nei vigneti di peri-
feria non classificati come climats che rappre-
sentano la base commerciale ma che godo-
no comunque di rispettabili considerazioni.
Buona parte dei produttori della Romanée
posseggono porzioni di vigneti, spesso in
comproprietà, anche nel confinante comune di
Flagey-Échézeauz. Sono climats che rientrano nella
classificazione di Grand Crus con l’AOC Échezéaux
e Grands Échezéaux dove il protagonista, sempre
in grande stile, è ancora il Pinot Noir e sono vini
di grandissimo lignaggio al pari dei Grand Crus de
la Romanée. Altri produttori fuori comune e com-
mercianti (
marchand de vin
) vi rientrano in com-
partecipazione con proprie etichette e questa è una
caratteristica estesa a un po’ tutta la Borgogna.
Caratteristiche organolettiche generali
Certo è che ognuno di questi si differenziano spes-
so più per virgole che di tanto. Il vitigno principe è
sempre lui: il Pinot Nero, che esprime in Borgogna
il meglio delle sue potenzialità.
Il colore quasi sempre di bella luminosità può vi-
rare dal rubino al granato a seconda degli elevages.
Al naso si esprimono con sentori di grande finezza
e complessità. Questi grandi vini manifestano de-
cisi profumi fruttati che vanno dalla confettura di
amarena e fragole al lampone e al ribes nero, sotto-
bosco e carrube, un ricco balsamico con un finale
di delicate note terziarie di pregiate spezie e tartu-
fo nero. Elegantissimo il floreale in un mix di rosa e
viole. Al gusto sono generalmente morbidi, di buon
tenore alcolico e gradevole freschezza, con setosi
tannini, piena sapidità e il tutto giocato in un per-
fetto equilibrio, grande eleganza e totale armonia.
Gli abbinamenti
I piatti preferiti sono la cacciagione più nobile, so-
pratutto da piuma. Ovviamente, viste le caratteri-
stiche organolettiche sublimate dai perfetti
eleva-
ges
in
barriques
, amano
tout court
i cibi saporiti,
sopratutto con presenza di pregiata trifola nera.
Un abbinamento tra i più classici? “Le bœuf bou-
rguignon”: trattasi di polpa di manzo cotto al for-
no nello stesso vino dopo marinatura, con parec-
chia cipolla, aglio, carote, pancetta, champignon
e prezzemolo. La ricetta venne elaborata dal gran-
de cuoco Auguste Escoffier quale omaggio alla
Borgogna.
Altra tipica ricetta borgognone è “Le filet (o l’en-
trecôte) de bœuf marchand du vin”, tra l’altro qua-
li esempi migliori di recupero dell’eventuale rima-
nenze dello stesso vino.
Non di meno ne sono compagni ideali i tanti for-
maggi francesi stagionati ma anche il grande pa-
trimonio caseario italiano si concede a matrimo-
ni perfetti.
“Le bœuf bourguignon”
perfetto abbinamento
con i grandi vini de la
Vosne Romanée
Bottiglie d’annata de
La Tâche nelle cantine della
Romanée Conti
La famiglia Liger-Belair si
installò a Vosne con Louis
Liger-Belair, generale
napoleonico, che acquistò
il Castello di Vosne nel 1815
I famosi “clos”, muretti di
recinzione, della Domaine
Romanée Conti (foto a lato)