La
Grande Rue
(1,65 ha) un altro vigneto di gran-
de prestigio essendo anch’esso un Monopole. È di
proprietà de la Domaine Françoise Lamarche, pur
questa antica nobile casata risalente al XII secolo.
La Grande Rue venne riconosciuto Grand Cru nel
1989. Françoise è deceduto nel mese di giugno 2013
per un incidente con il trattore e da allora tutta la
famiglia si prodiga al meglio per tutelare il presti-
gio del proprio Domaine e degli altri piccoli vigne-
ti satelliti di comproprietà sparsi nel comune de la
Romanée.
Richebourg
, vigneto super parcellato di (7,68 ha)
dove emergono per i molti riconoscimenti nomi
prestigiosi come Henri Jayer, Mme Leroy, Monge-
ard-Mugneret, Jean Gros, Jean Grivot, Albert Bi-
chot e ancora la Romanée Conti. Tra questi colui
che impera è sicuramente Henry Jayer i cui vini ar-
rivano spesso a quotazioni galattiche.
In passato infatti, quando Henri era ancora in vi-
ta, alcuni suoi vini di Richebourg hanno raggiunto
maggiori valutazioni rispetto alle stesse vendem-
mie di Romanée Conti.
La
Romanèe
, incastonato tra i vigneti di Romanée
Conti e di Richebourg è considerato il più piccolo
vigneto AOC al mondo (0,85 ha). Dopo vari pas-
saggi di mano è attualmente di proprietà dei con-
ti Liger-Belair ed è un ulteriore
Monopole
. Le ori-
gini primordiali di questo antichissimo vigneto
sembrano risalire addirittura ai primi impianti
viticoli medievali ad opera dei monaci Cistercensi
ivi insediatisi. La produzione, annate permetten-
do, è limitata a un massimo di 4000 bottiglie ed è
quindi un’altra delle rarità de la Vosne Romanée.
Romanèe St. Vivant
(8,37 ha), adiacente a Ro-
manée Conti e a Richebourg, è il vigneto più va-
sto, per così dire, e anche il più antico che ha dato
successivamente i natali a tutti gli altri.
Il nome deriva dall’abazia che gli stessi frati Cister-
censi eressero nel XII secolo; nel tempo poi il vi-
gneto venne frazionato in diverse proprietà. I suoi
vini sono considerati i più leggeri e delicati di tutta
la Romanée. Questi infatti possono essere prodot-
ti con un blend minino dell’85% di Pinot Noir ed il
restante con Chardonnay, Pinot Blanc e Pinot Gris.
Fra i migliori produttori si annoverano: Sylvain
Cathiard, Follin Arbelet, Robert Arnoux, Hudelot
Noellat, Arnoux Lachaux e ancora Romanée Conti.
I PREMIERS CRUS
I vigneti dei premier crus fanno da corollario e al-
cuni si intersecano tra i grand crus. Pur non go-
dendo del massimo riconoscimento piramidale so-
no pur sempre dei climats e da considerarsi vini di
grande eleganza e personalità, non che a prescin-
dere da rare eccezioni decisamente più abbordabili.
A volte accade che in degustazioni alla cieca, anche
dei nasi e palati più qualificati, siano confusi con
i più quotati fratelli; le caratteristiche organoletti-
che sono infatti le medesime, se non che per legge-
re sfumature di finezza.
Fondamentalmente la differenza sta nel fatto che
questi vigneti hanno una esposizione un pò meno
privilegiata e poggiano su terreni composti dagli
stessi elementi calcareo argillosi e ben drenati col-
locati però a maggior profondità.
Anche qui i vigneti sono parcellati e dei quattordi-
ci classificati i più prestigiosi riportano i seguenti
nomi: Aux Malconsorts, Croix Ramean, Aux Be-
aumonts, Les Chaumes, Les Suchots.
Tra i migliori produttori si annoverano Méo Ca-
muzet, Dujac, Albert Bichot, Sylvan Cathiard, Lu-
cien Le Moine, Chantal Lescure, Michel Noëllat,
Pierre Andre, Françoise Lamarche.
Albert de Villaine
(foto a lato)
Emmanuel Rouget
I vini di Henry Jayer
Mme Lalou Bize-Leroy
(foto a lato)
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