Patrizia Zega
Sommelier
Con le sue competenze di professore ordinario di
Enologia all’Università degli Studi Federico II di
Napoli e la grande eco di una pubblicazione sull’ap-
proccio olfattivo al vino come ratio per risalire alla
genesi di un vino, Luigi Moio si è presentato ad una
platea gremita di sommelier, degustatori, relatori
e appassionati conoscitori del mondo enologico
nell’ampia location dell’Hotel Cosmopolitan di Ci-
vitanova Marche lo scorso 18 novembre, per tenere
un seminario, organizzato dall’AIS Macerata, sul
tema “Il respiro del vino. I profumi e le molecole
responsabili della sua identità olfattiva”.
Per tutti si è trattato di un’esperienza didattica
coinvolgente, a partire dalla formula proposta: un
percorso degustativo attraverso otto vini bianchi
monovitigno “al buio”, ovverossia da riconoscere
unicamente sulla base della percezione e dell’ana-
lisi del corredo olfattivo.
“Vi parlerò di quel profumo coinvolgente, di quel
suo respiro trattenuto, al quale è impossibile op-
porre resistenza, che anticipa tutto ciò che si sente
in bocca subito dopo aver avvicinato il bicchie-
re alle labbra”. E dei profumi dei vini proposti in
successione assolutamente casuale e ignota anche
al professore, Luigi Moio ha descritto ogni compo-
nente, con l’esattezza scientifica di studioso e ricer-
catore scrupoloso ma al contempo con l’incredibi-
le fruibilità di un linguaggio chiaro ed efficace di
straordinario divulgatore.
Respirando gli effluvi di vini “orchestrali”, “otte-
nuti da varietà d’uva a debole carattere varietale”
in cui, “non essendoci alcun solista, per generare
una melodia perfetta l’esecuzione deve essere im-
peccabile da parte di tutti gli orchestrali”, e di vini
varietali, prodotti da uve aromatiche o “solisti”, in
cui “ la melodia è condotta da un singolo solista o
da un gruppetto di solisti ed è più stabile […] può
essere facilmente memorizzata e di conseguenza
riconosciuta”, il professore ha ragionato, roteando
insieme ai presenti il bicchiere, di fiori, spezie, aci-
dità, terpeni, agrumi, residuo zuccherino, armo-
nia, complessità e quant’altro.
Man mano, quasi sommessamente, si sono salda-
te le tessere del puzzle della degustazione, e ne è
scaturito un chiaro quadro complessivo dei rico-
noscimenti e delle caratteristiche di ciascun vino,
tra inconfutabili “vette odorose” di vini “solisti” e
probabili armonie di “orchestrali”. La rivelazione
delle etichette è stata utile per conoscere i vini de-
gustati, ma pressoché superflua come controprova
del riconoscimento delle diverse tipologie: il pro-
fessore non ha preso nessuna stecca! Estasiati, at-
tendiamo un’altra melodia che ci rapisca sulle note
di rossi nettari.
INCONTRO CON LUIGI MOIO
IL RESPIRO DEL VINO
Il vino è la sintesi
sorprendente dei profumi
di tutto ciò che ci circonda,
perché ha nella sua natura
più profonda le tracce
della terra, dei fiori,
dei frutti, delle spezie,
del mare, della montagna,
del vento, della luce e
di tante altre cose che
nobilmente rappresenta.
Luigi Moio
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