Le polpette fritte finite nel sugo
Le polpette ottenute da carni bianche di pollame,
mescolate a volte con un trito di ritagli di quelle
bovine (anche queste in uso più sui piatti dei si-
gnori che del popolino) venivano spesso infarina-
te, tuffate nell’uovo e impanate per poi essere fritte.
Quando avanzavano il giorno successivo venivano
consumate a pranzo dopo essere state gettate in un
abbondante sugo di pomodoro profumato di fre-
sco basilico o spolverato di prezzemolo.
Qualche crostone di pane bruscato che si intingeva
nel sugo ed il pranzo… era servito. Potrei conti-
nuare ancora ma…tanto ci basta per capire o ricor-
dare il gusto del passato.
Vino: Lacrima di Morro d’Alba
La panzanella
Il pane raffermo di giorni o meglio duro come un
sasso veniva recuperato per essere tagliato, am-
mollato in acqua e aceto e condito con pezzi di
pomodori, cetrioli, sedano, carote, cipolla rossa ed
altre verdure crude di cui si disponeva, poi ancora
profumata di maggiorana fresca o basilico e insa-
porita di sale e pepe nero.
Due elementi erano importanti: il pane era quello
cotto su forno a legna per cui i moderni di oggi ser-
virebbero a ben poco e l’abbondante genuino olio
extravergine, meglio se non filtrato e ancora fresco
di giovinezza.
Vino: Offida Pecorino
Polpette fritte con il sugo
Panzanella
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